Inflazione, l’Ue frena Meloni: abbiamo già dato più flessibilità
«Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri». Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, interpellata nel corso dell’incontro con la stampa sulla richiesta dell’Italia di maggior flessibilità alla luce degli alti livelli dell’inflazione. «Non abbiamo ancora ricevuto la lettera» inviata dalla premier Giorgia Meloni, ha però precisato il portavoce Balazs Udjvari, ricordando poi le caratteristiche della clausola nazionale di salvaguardia estesa anche all’energia oltre che agli investimenti nella difesa.
Il documento di Roma e Praga
«Posso confermare che abbiamo ricevuto la lettera, il contributo sia della presidente del Consiglio Meloni sia del primo ministro Babiš, e lo stiamo esaminando». Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, riguardo al documento elaborato da Italia e Repubblica Ceca sugli interventi per il caro energia. «È normale, in vista del Consiglio europeo che si terrà tra due settimane, ricevere contributi, idee e suggerimenti dagli Stati membri. Quindi stiamo esaminando la questione, e le discussioni proseguiranno in sede di Consiglio europeo», ha aggiunto la portavoce.
Il calendario della Camera
Il 14 ottobre alle 15.15 si terranno in Aula alla Camera le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. Lo ha confermato la conferenza dei capigruppo di Montecitorio convocata per definire il calendario di ottobre. Dal 19 ottobre è prevista la discussione sul decreto sugli impianti di interesse strategico nazionale e il 26 il decreto carburanti. Martedì 13 al termine dell’esame del Dpfp ci sarà la commemorazione di Emma Bonino, il 21 ottobre quella di Raffaele Costa e il 28 ottobre di Pietro Soddu. Il 15 e 16 ottobre si terrà la conferenza europea dei presidenti delle Assemblee parlamentari.
L’attacco del Movimento 5 Stelle
«Altro che letterina, Giorgia Meloni dovrebbe mettere nella buca delle lettere una letterona con doppio destinatario: Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea, e Palazzo Chigi perché la causa del caro energia, dell’inflazione alle stelle e dell’impossibilità di trovare risposte adeguate a queste emergenze sono tutte da ricercare negli uffici di Meloni e von der Leyen». Lo afferma l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà, in merito alla lettera scritta il 30 settembre dalla premier Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
«Non è con la flessibilità che si risolvono i problemi strutturali del nostro Paese, serve piuttosto un Recovery fund per l’energia che metta risorse vere per l’efficientamento energetico e le rinnovabili», evidenzia l’esponente pentastellato.
«Anziché allearsi con il premier ceco Babiš che a Bruxelles conta come il due di picche, Meloni faccia il giro delle capitali europee come aveva fatto nel 2020 Giuseppe Conte e vediamo se riuscirà a convincere i leader per un nuovo Next Generation Eu. Con i diversivi di massa non si risolvono i problemi degli italiani», conclude Pedullà.
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