incognita Electrolux, Zml e Savio tremano
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. L’11 maggio potrebbe essere la data che segna il futuro di Electrolux. Dopo la chiusura dello stabilimento in Ungheria e le voci che si rincorrono di venti licenziamenti nello stabilimento di Susegana, non ancora confermati dalla multinazionale, il coordinamento nazionale dell’11 maggio, in programma a Marghera, potrebbe fugare molti dei dubbi che ancora aleggiano attorno al destino – almeno in Italia – di Electrolux. La politica aziendale, complice il calo di volumi considerato però fisiologico in questo periodo, pare essere chiara: ridurre i costi. E in questa logica potrebbe entrare il sito produttivo di Porcia dove vengono prodotte le lavatrici. Stabilimento che oggi è rimasto chiuso, così come lo sarà il 25 maggio.
Le sigle sindacali, al momento, restano caute. A fronte del silenzio dei vertici di Electrolux, come ha fatto intendere Gianni Piccinin della Fim Cisl, “è prematuro prevedere quali potrebbero essere le mosse dell’azienda. Attendiamo l’11 maggio per capire meglio la situazione”.
Quello che è certo, invece, è che le richieste di cassa integrazione da parte delle piccole e medie aziende del Friuli Occidentale sta crescendo a vista d’occhio. In particolare di quelle collegate ai settore dell’elettrodomestico e dell’automotive. Alla Zml di Maniago, almeno fino ad agosto, è prevista la solidarietà per quanto riguarda i reparti di ghisa ed alluminio.
Futuro tutt’altro che certo anche per la Savio, che continua a boccheggiare. Anche in questo caso i mesi prossimi saranno decisivi per capire il futuro di una delle aziende più rappresentative dell’industria pordenonese.
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