Umbria

In Umbria chiude una filiale bancaria ogni mese

La desertificazione bancaria in Umbria cresce e nove cittadini su dieci (90%) si dichiarano insoddisfatti per la riduzione o la chiusura delle filiali nel territorio in cui vivono. Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche sono passati da 75 a 59, con un calo del 21,3%, mentre gli sportelli sono diminuiti da 392 a 309. È quanto emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria «L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025».

I dati In Umbria ogni mese, nel periodo considerato, è stata chiusa in media 1,4 filiale bancaria. Oggi 51.741 cittadini risiedono in comuni privi di sportelli. Secondo il rapporto, la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano con gli operatori bancari.

Gli effetti La chiusura delle filiali viene indicata dai cittadini come un fattore che incide sullo spopolamento e sulla marginalizzazione dei territori. Per il 62,6% degli umbri la presenza di una banca influisce sulla scelta di vivere o meno in un territorio, mentre per il 63,8% la vicinanza di una filiale condiziona la propensione a investire.

I rischi Il rapporto dedica tre focus agli effetti della desertificazione bancaria. In Umbria per l’83,1% delle persone la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio. Per l’86,9% la mancanza del rapporto con il personale bancario incide sulla capacità dei cittadini di difendersi da phishing e frodi online. Per l’80,1% la scomparsa degli sportelli contribuisce al diffondersi del rischio usura.

Il sindacato «La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese», commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan. Secondo il dirigente sindacale, dietro ogni sportello chiuso «c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia».

La proposta Furlan chiede l’avvio di Osservatori regionali con la partecipazione di istituzioni, sindacati, Abi e banche per monitorare il fenomeno e intervenire prima di nuove chiusure. «La banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone», afferma.

L’Umbria «I risultati che emergono dal Rapporto sulla desertificazione bancaria in Umbria sono estremamente preoccupanti e testimoniano un disagio crescente per cittadini e imprese del nostro territorio», dichiarano il segretario generale Uilca Umbria Mauro Sergnese e i componenti della segreteria. Il sindacato auspica un confronto con istituzioni, Abi e associazioni territoriali per individuare soluzioni contro un fenomeno che rischia di impoverire ulteriormente la regione.

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