Sardegna

Tutto esaurito al castello di Bosa per la lectio magistralis del direttore del Museo Egizio di Torino

Bosa

Christian Greco ha accompagnato gli spettatori per oltre due ore in un affascinante viaggio tra spiritualità, archeologia e storia dell’antico Egitto

Una serata destinata a rimanere nella storia culturale di Bosa. Tutto esaurito, ieri sera, nella suggestiva cornice del castello di Serravalle, per “L’Anima Egizia e i Riti Ultraterreni”, l’incontro che ha visto protagonista Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, nell’ambito della rassegna “Tramonti al Castello”, promossa dalla Fondazione Bosa.

Un pubblico numeroso e partecipe ha seguito per oltre due ore una lectio magistralis di altissimo livello, capace di accompagnare gli spettatori in un affascinante viaggio tra spiritualità, archeologia e storia dell’antico Egitto. Ad impreziosire la serata è stata l’esibizione del Clarsech Ensemble, quartetto di arpe celtiche presente grazie alla collaborazione con l’Associazione culturale InterArtes, che ha contribuito a creare un’atmosfera di grande suggestione tra le mura del castello.

L’evento rappresenta uno dei risultati più significativi raggiunti dalla Fondazione Bosa, nata con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale cittadino attraverso la gestione dei luoghi della cultura e una programmazione stabile e di qualità.

“La presenza di Christian Greco a Bosa”, dichiara il direttore della Fondazione Bosa, Pier Tonio Pinna, “rappresenta un momento di straordinario valore per la nostra giovane Fondazione. Ospitare il Direttore del Museo Egizio di Torino significa confrontarsi con una delle esperienze museali più importanti d’Europa, un modello che dimostra come la cultura, sostenuta da una visione chiara, da competenze e da una gestione moderna, possa diventare un potente motore di crescita. Il Museo Egizio ci insegna che un museo non è soltanto un luogo di conservazione, ma un’istituzione capace di produrre ricerca, servizi, partecipazione, economia e occupazione. È questa la direzione verso cui vogliamo muoverci anche a Bosa: valorizzare il nostro straordinario patrimonio storico e monumentale, renderlo sempre più accessibile e trasformarlo in un fattore di sviluppo per l’intera comunità”.

“La straordinaria partecipazione registrata ieri sera”, prosegue Pinna, “conferma che esiste una forte domanda di cultura di qualità. Il successo dell’iniziativa ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore convinzione nel percorso intrapreso, costruendo una programmazione capace di portare a Bosa protagonisti del panorama culturale nazionale e internazionale”.

Christian Greco al castello di Bosa | Foto Fondazione Bosa

Christian Greco | Foto Fondazione Bosa

Anche il sindaco di Bosa, Alfonso Marras, esprime grande soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa: “Abbiamo assistito a una serata di altissimo livello culturale e intellettuale. L’incontro tenuto dal dottor Greco, dedicato alla civiltà egizia, ha saputo catturare l’attenzione del pubblico dal primo all’ultimo minuto. Per quasi due ore ci ha affascinato con racconti, approfondimenti e aneddoti sull’antico Egitto, coniugando il rigore della ricerca scientifica a una straordinaria capacità divulgativa, rendendo accessibili a tutti temi storici e archeologici di grande complessità. La sua narrazione ha coinvolto il pubblico, ricreando le atmosfere, i miti e la vita quotidiana della civiltà del Nilo. Ringraziamo il dottor Greco per aver condiviso con la nostra comunità il suo straordinario patrimonio di conoscenze. La competenza, la passione e la capacità di raccontare la storia millenaria dell’Egitto hanno reso questo incontro un’esperienza culturale di altissimo valore, esaltata dalla cornice unica del castello Malaspina”.

“Vivere la vita riconoscendone il valore prezioso in ogni istante. Il Canto dell’Arpista, richiamato dal professor Greco nella sua lectio magistralis al castello di Bosa, è un manifesto umanistico, religioso e culturale di straordinaria attualità. Attraversando i millenni”, dichiara il presidente della Fondazione Bosa, Giacomo Forte, “la sua voce continua a ispirare l’esistenza e a rischiarare un cammino di pace. In quelle antiche parole si coglie una verità senza tempo: gli esseri umani, oltre ogni confine di spazio, cultura e storia, condividono lo stesso stupore davanti alla vita, la stessa ricerca di senso e la stessa consapevolezza della propria fragilità. È una dichiarazione universale della comune condizione umana. Per questo fare cultura significa, nel suo senso più autentico, costruire la pace. La cultura ci insegna a riconoscere nell’altro non uno straniero, ma un compagno di viaggio; apre al dialogo, custodisce la memoria e genera comprensione. Il Canto dell’Arpista ci ricorda che la pace nasce anzitutto dalla coscienza della nostra comune umanità”.

Christian Greco al castello di Bosa | Foto Fondazione Bosa

Foto Fondazione Bosa

Sabato, 1 agosto 2026

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