Friuli Venezia Giulia

il Siulp lancia l’allarme sulla sicurezza in Fvg


“Temiamo che si stia andando nella direzione di creare una nuova forza di polizia, sovrapponibile alle altre già in campo ma più ricca e più vicina alle politiche locali”. È uno dei passaggi più duri contenuti nella lunga nota firmata dalla segretaria generale regionale del Siulp Fvg, Rachele Censabella, intervenuta dopo le recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sul ruolo della Polizia Locale.

Le parole del ministro e la replica del sindacato

Nel documento, il Siulp parte proprio dalle parole del ministro, che aveva definito “centrale” il ruolo della Polizia Locale e parlato della necessità di “un intervento di revisione complessiva dell’ordinamento” del settore.

Parole che, secondo il sindacato della Polizia di Stato, “turbano” molti operatori. “Forse perché sono pronunciate dall’Autorità nazionale di pubblica sicurezza che tutti noi poliziotti abbiamo studiato a Ordinamento e Regolamento e che abbiamo sempre inteso come garante dell’organizzazione, degli impegni assunti e della professionalità connaturata alla Polizia di Stato”, scrive Censabella.

“Servono investimenti su chi già c’è”

Il Siulp rivendica il lavoro quotidiano degli agenti della Polizia di Stato. “Sono gli stessi che, a differenza della Polizia Locale, sono in servizio h24, non possono scioperare e accettano di andare ovunque, anche lontano da casa, per svolgere il proprio lavoro”.

E ancora: “Lungimirante sarebbe la posizione di chi si impegna con i fatti a rinforzare chi già c’è, che ha compiti storici ben definiti e professionalità da vendere”.

Nel mirino finiscono anche le carenze strutturali denunciate dal sindacato. “Servono auto, strumenti più evoluti, divise confortevoli, sedi adeguate e turni decenti”, sottolinea la segretaria regionale. “E magari utilizzare le risorse per assumere personale civile che ci sgravi dai compiti burocratici che ci allontanano dal fare polizia”.

Il riferimento alla legge regionale del Fvg

Nel documento viene citata anche la legge regionale 5 del 2021, che ha ridefinito l’organizzazione della Polizia Locale in Friuli Venezia Giulia.

“La Regione Friuli Venezia Giulia pare sia arrivata prima del ministro Piantedosi”, osserva il Siulp, evidenziando come la normativa abbia attribuito alla Polizia Locale “compiti sovrapponibili” a quelli delle forze di polizia statali, oltre a prevedere fondi per mezzi, tecnologie, armamenti e formazione.

“La sicurezza delegata non è sicurezza”

Particolarmente critico il passaggio dedicato ai “Volontari per la sicurezza”, alla cittadinanza attiva e ai sistemi di controllo di vicinato.

“La sicurezza delegata non è sicurezza”, attacca Censabella. “È uno specchietto per le allodole dare in pasto il controllo del territorio locale ai cittadini, alle associazioni e alle strutture private”.

Secondo il Siulp, questo modello potrebbe addirittura generare “situazioni di concreto pericolo” per i volontari stessi e, in alcuni contesti, “sacche di ingovernabilità”.

“C’è disagio tra cittadini e poliziotti”

La nota si chiude con una riflessione più ampia sul tema della sicurezza e sul rapporto tra cittadini e forze dell’ordine.

“La richiesta della gente di volersi fare parte attiva è lodevole, ma dimostra che non bastiamo noi e gli altri professionisti a far sentire le persone al sicuro”, conclude Censabella. “C’è una miopia ai vertici che non consente di dare il giusto peso alle richieste sindacali e al disagio palpabile sia tra i cittadini sia tra i poliziotti di tutta Italia”.


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