Marche

il sistema dei cantieri, il caso Crucianelli e i legami con la ’ndrangheta. Cosa sappiamo



1 Che cos’è l’indagine denominata “Ricostruzione”?

È un’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Ancona coordinata dalla Dda su una presunta truffa aggravata negli appalti per la ricostruzione privata post sisma, con infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso e corruzione negli appalti pubblici. Ha portato a oltre 50 perquisizioni e al sequestro preventivo di beni per più di 57 milioni di euro. Sono 51 gli indagati, 8 gli arresti.

 

2 Quante persone ha coinvolto e che reati vengono contestati?

Il 12 ottobre scorso il gip di Ancona ha disposto la custodia in carcere per otto indagati e l’interrogatorio preventivo per altri cinque. I reati contestati a vario titolo tra gli altri sono: frode fiscale con l’aggravante di aver agevolato le cosche di Ndrangheta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, turbata libertà degli incanti e rivelazione di segreti d’ufficio.

 

3 Quali sono i principali filoni dell’indagine?

Sono 5. Il primo riguarda i reati tributari e la bancarotta; il secondo i reati di truffa ai danni dello Stato con la posizione di Crucianelli; il terzo il reato di trasferimento fraudolento di valori; il quarto i reati contro la pubblica amministrazione con il caso dell’ex convento Le Monachette; il quinto le gare alterate presso Unicam.

 

4 L’indagine è ancora in corso o è conclusa?

Dopo le applicazioni delle misure cautelari le indagini della Finanza dorica proseguono per accertare ulteriori circostanze e per acquisire altri documenti su aspetti che ad oggi sono stati solo toccati dall’indagine.

 

5 Il 4 novembre sono previsti 5 interrogatori preventivi. Per chi e in cosa si differenziano da quelli di garanzia svolti la scorsa settimana?

Gli interrogatori preventivi sono stati fissati per 5 indagati per i quali la Procura distrettuale ha chiesto l’applicazione di misure cautelari, ma il gip prima di emetterle dovrà sentirli come previsto dalla riforma Nordio del 2024. Per gli 8 arrestati del 22 ottobre, invece, il gip ha emesso la misura senza il preventivo interrogatorio per il pericolo di inquinamento probatorio. Ovvero per il gip c’era il pericolo che una volta venuti a conoscenza dell’inchiesta, gli indagati avrebbero potuto modificare documenti e concordare versioni di comodo con dipendenti e collaboratori.

 

6 Si è sentito molto parlare del cantiere Le Monachette. Perché?

Acquistato nel 2005 dalla famiglia Intermesoli al prezzo di 2,4 milioni di euro, l’ex convento del ‘600 Le Monachette in via Armaroli a Macerata, fu gravemente lesionato dal sisma. Secondo gli inquirenti privo di valore commerciale, è stato venduto alla Erdis al prezzo di 3,3 milioni di euro per realizzare uno studentato. L’appalto, per gli investigatori, è stato pilotato in favore di Crucianelli che lo ha poi subappaltato.

 

7 Cos’è il Sal 0?

Lo Stato di avanzamento lavori zero è un anticipo di fondi pubblici erogati sulla base del solo insediamento del cantiere, anche senza lavori. Per gli investigatori la Rest Edile ha funzionato come una finanziaria incassando i fondi del Sal 0 e subappaltando alle ditte della criminalità organizzata una larga porzione dei cantieri privati gestiti con la fornitura di manodopera.

 

8Quanti cantieri gestisce la Rest Edile e dove sono collocati?

Solo in provincia di Macerata sono 860. Di questi 377 sono stati chiusi, 84 sono da aprire, mentre 399 sono quelli aperti in 40 comuni. Una grossa fetta si trova a Tolentino (93), dove ha sede la ditta, seguono Camerino (54), San Severino (40) e Macerata (36).

 

9Secondo l’accusa come hanno fatto le ditte vicine ad ambienti criminali ad eludere i controlli dell’Antimafia?

Con un sistema molto semplice, quando una società incappava in un controllo antimafia, ne veniva costituita subito un’altra. Quella pulita veniva intestata a un prestanome o a teste di legno, spesso erano operai o familiari, mentre gli amministratori di fatto restavano sempre gli stessi. La nuova ditta subentrava a quella ormai bruciata prendendone operai e subappalti e continuando, di fatto, a operare al posto di quella iniziale.

 

10 Cosa sono le White list prefettizie?

Sono elenchi istituiti presso le Prefetture, in cui sono iscritti gli operatori economici ritenuti non soggetti a rischio di infiltrazione mafiosa (l’iscrizione è obbligatoria per le imprese che vogliono operare in settori considerati più esposti, tra cui l’attività edile). L’iscrizione sostituisce la comunicazione e l’informazione antimafia liberatoria per stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti e ha una durata di dodici mesi. I controlli sono in capo alla Prefettura della provincia dove l’impresa ha la sede legale o in cui è stabilita una sede secondaria.

 

11Cosa prevede il Codice antimafia?

Che gli operatori economici che operano nei comuni del cratere sismico e siano interessati a partecipare, a qualunque titolo e per qualsiasi attività, agli interventi di ricostruzione pubblica o privata, devono essere iscritti all’Anagrafe antimafia degli esecutori per poter beneficiare dei contributi pubblici erogati dall’Usr.

 

12 Le ultime notizie parlano dello sblocco dei conti correnti della Crucianelli Rest Edile. Che vuole dire?

La Rest Edile ha avuto un sequestro di 38 milioni di euro che in un primo momento era stato operato su conti correnti. Grazie al lavoro del nuovo amministratore unico Luca Mira e alla consulenza legale dell’avvocato Andrea Netti da venerdì sera c’è stato lo sblocco dei conti. La Finanza, secondo quanto riferito dallo stesso Netti, ha trasferito il sequestro sui crediti presenti nel cassetto fiscale della ditta e in questo modo sono tornati operativi i conti. L’obiettivo primario dell’azienda in questa fase è non fermare i pagamenti.

 

13 Verranno pagati gli stipendi degli operai? E quali ripercussioni sulla filiera?

Lo sblocco dei conti della Rest Edile è uno spiraglio positivo che lascia ben sperare nel pagamento degli stipendi in programma per metà novembre. Sinora gli operai diretti della Crucianelli sono stati sempre pagati. Bisognerà vedere cosa succederà il 16 novembre. Per quello che riguarda le ripercussioni sulla filiera al momento nessuno è in grado di prevederle, molto dipenderà da cosa riuscirà a fare la Rest Edile, considerata dagli inquirenti una sorta di “monopolista” soprattutto nella ricostruzione privata. In tal senso dalle sue sorti potrebbero dipendere, a cascata, quelle di tantissime altre imprese del territorio.

 

14 Quali sono le possibili ripercussioni sociali dell’indagine?

Sono quelle su lavoratori, filiera e committenti. I lavoratori della Rest Edile (circa 270) dovranno ricevere lo stipendio di ottobre entro il 16 novembre e vivono questi giorni con grande apprensione. La filiera ovvero le tante imprese che lavorano insieme a Crucianelli nelle decine di cantieri aperti: i lavori svolti verranno saldati? Quelli programmati nelle prossime settimane saranno confermati? E poi ci sono i committenti ovvero i terremotati che hanno affidato i lavori alla Rest Edile: i cantieri verranno tutti completati nei tempi previsti?

 

15Le figure di spicco dell’indagine sono Enrico Crucianelli e Fabio Pistarelli. Perché?

Enrico Crucianelli è stato amministratore della Rest Edile di Tolentino, un’azienda da 230 milioni di fatturato nel 2025. All’indomani dell’arresto, avvenuto giovedì 22 ottobre, si è dimesso dall’incarico in azienda. Al suo posto è subentrato il commercialista Luca Mira. Crucianelli è stato anche presidente provinciale dell’Ance di Confindustria (si è autosospeso al momento dell’arresto). Fabio Pistarelli è un politico di lungo corso. Dal 1995 al 2010 è stato consigliere regionale di An e Pdl. Nel 2010 si è candidato sindaco a Macerata perdendo contro Carancini. Dal 2020 fino al dicembre 2025 (quando si è dimesso all’improvviso) è stato capo di gabinetto del presidente Acquaroli.

 

16 Quali sono state le ripercussioni politiche a livello regionale?

L’indagine ha innescato un durissimo scontro tra centrodestra e opposizione culminato nel consiglio regionale di Muccia quando la minoranza ha contestato il commissario Castelli lasciando l’aula. La capogruppo Pd Mancinelli ha chiesto chiarezza sul coinvolgimento e sulle responsabilità politiche del governatore.




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