Pranzi pazzi a spese di Ancona Servizi, intanto il cimitero di Tavernelle cade a pezzi

ANCONA – Qualche bistecca in meno e una maggiore oculatezza nei pranzi luculliani pagati con la carta aziendale di Ancona Servizi – comportamenti che hanno spinto il sindaco Daniele Silvetti a rimuovere Andrea Ciccarelli dall’incarico di amministratore unico della partecipata – avrebbero potuto restituire un minimo di decoro in più al cimitero di Tavernelle.
La veste horror
Nella giornata della commemorazione dei defunti, il principale camposanto cittadino si è presentato con una pessima veste: crolli, transenne, spazi inagibili, verde incolto e guano dappertutto. Magari quei soldi finiti in pranzi e cene sarebbero tornati utili ad Ancona Servizi – che si occupa, tra l’altro, della gestione dei cimiteri – per tagliare almeno l’erba, quanto mai rigogliosa nei pressi dei colombari che si trovano adiacenti all’entrata di Passo Varano. Camminare da queste parti è praticamente impossibile. Non mancano transenne in legno, marciapiedi devastati, per non parlare degli esprimenti dei piccioni che hanno letteralmente ricoperto il camminatoio e una serie di lapidi che si trovano ai pieni inferiori.
Piccioni che si trovano ovunque: basti pensare che sopra la tomba di famiglia dell’architetto Guido Cirilli – celebre per aver progettato il Monumento ai Caduti al Passetto, uno dei simboli del capoluogo – c’è addirittura un nido che nessuno ha mai pensato di rimuovere.
Sempre nella zona cosiddetta monumentale, a ridosso della chiesa principale, ci sono le due strutture circolari denominate Angiolani chiuse da tempo: all’interno, una vera e proprio giungla. Zone interdette al pubblico, tanto che alcune persone impossibilitate a portare un fiore sulla tomba di un proprio caro si sono dovute accontentare di accendere un lumino nei pressi di una delle tante transenne che delimitano l’area.
Commemorazione dei defunti che ha il sapore della beffa anche al colombario BB 25, circondato da una rete metallica con tanto di divieti causa distacchi di cornicione. Nell’unica zona accessibile la scalinata è ricoperta da una strato di muffa di color nero, per non parlare poi di una fontana in marmo sempre nei pressi del colombario BB25 ridotta a pezzi, che rischia di finire nella scarpata. Un disinteresse totale: basti pensare che all’ingresso della zona della sala del commiato un’altra fontana da mesi perde acqua, senza che nessuno sia intervenuto.




