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Il ritorno della Albanese: “Io vittima delle sanzioni”. Poi l’attacco a Roma e Berlino: “Il genocidio è colpa vostra”

Francesca Albanese torna a farsi sentire. Come al solito non usa il fioretto ma entra a gamba tesa, stavolta contro il nostro governo e quello tedesco. La questione, ovviamente, è quella mediorientale, con il sanguinoso e conflitto tra le forze armate israeliane e Hamas scoppiato a seguito degli attentati del 7 ottobre 2023.

Ecco cosa ha detto Albanese nel corso di una conferenza stampa al Parlamento europeo sulle sanzioni Usa contro i giudici della Corte penale internazionale e i funzionari delle Nazioni Unite, rispondendo a una domanda in merito alla decisione dei governi di Italia e Germania (ma non solo) di non sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele: “È anche colpa vostra se il genocidio continua. Non ho molto altro da dire, non siamo migliori di chi ci ha preceduto. C’è una certa schizofrenia da parte di alcuni governi: da un lato non rinnovano il memorandum d’intesa per la difesa, ma dall’altro lato danno il loro sostegno all’accordo di associazione Ue-Israele”.

Albanese prosegue lamentando il trattamento subito. “Io sono una vittima delle sanzioni” degli Stati Uniti, “ma voglio precisare che proprio le sanzioni sono una misura estrema, presa quando non è possibile agire con la giustizia. Le sanzioni sono fatte per i criminali e per proteggere i diritti umani, ma in questo momento vengono usate contro chi vuole che i veri responsabili dei crimini siano ritenuti responsabili”.

“Gli Stati membri hanno degli obblighi, e le imprese hanno degli obblighi, di non commerciare – osserva la realtrice Onu – di non aiutare e non sostenere lo Stato che sta perpetrando un genocidio contro i palestinesi. E le vostre azioni devono essere volte a porre fine a questa complicità. Avete un enorme potere di costruire su ciò che decenni di movimento palestinese hanno realizzato”. E ancora: “Le navi (della Global Sumud Flotilla) possono aiutare a bloccare questa complicità ma serve disciplina, coordinamento e leadership”. Albanese ha esortato gli attivisti a “utilizzare tutte le risorse” raccolte e a disposizione per essere “realmente efficaci” e non cadere nel rischio che il movimento della Sumud Flotilla resti solo simbolico. “Si tratta di sconvolgere l’infrastruttura materiale che sostiene un sistema in modo coordinato. Sumud significa non solo restare, ma restare efficacemente. E penso che insieme possiamo farcela – ha detto -. Ma dobbiamo essere onesti con noi stessi e non cercare di istituzionalizzare la rivoluzione”.

Un giorno fa la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati aveva detto che il Consiglio d’Europa deve “sospendere la partecipazione di Israele”, sostenendo

che “non si tratta di un’opzione, ma di diritto internazionale”. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo il voto della Knesset su una legge che introduce “la pena di morte per i terroristi” da applicare solo ai palestinesi.


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