Emilia Romagna

il racconto musicale della data zero. Ecco la scaletta del Vasco Live 2026


Più che un semplice concerto, una dichiarazione d’intenti. Vasco Rossi ha scelto di inaugurare il Vasco Live 2026 con una scaletta che guarda dritta alle radici della sua storia artistica, riportando sotto i riflettori brani che appartengono al primo Vasco, quello irriverente, provocatorio e spesso meno frequentato nelle tournée degli ultimi anni.

La sorpresa più grande arriva già all’inizio. Ad aprire il concerto del Romeo Neri è infatti “Vado al massimo”, canzone simbolo dell’omonimo album del 1982 che mancava dal repertorio live dal 1983. Un ritorno inatteso che ha immediatamente acceso l’entusiasmo dei fan più fedeli e che rappresenta una sorta di manifesto programmatico dell’intero show.

Vasco, data zero da brividi: il tour si apre con Vado al massimo. “Rimini, ho passato due notti perfette”

La prima parte del concerto è infatti un viaggio quasi filologico dentro gli anni Ottanta del Blasco. Da “Ormai è tardi” a “Fegato, fegato spappolato”, passando per “Una nuova canzone per lei”, “Bolle di sapone”, “Alibi”, “Sono ancora in coma”, “Ciao”, “Domani sì, adesso no”, “Tango… (della gelosia)” e “Lunedì”, Vasco riscopre pagine meno battute del proprio repertorio, pescando soprattutto dagli album che hanno costruito la sua leggenda tra la fine degli anni Settanta e la seconda metà degli Ottanta.

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Una scelta controcorrente rispetto alla logica delle raccolte di successi che spesso caratterizzano i grandi tour negli stadi. Dopo l’interludio il concerto cambia pelle. Entrano in scena canzoni più recenti e alcuni dei cavalli di battaglia che hanno accompagnato la maturità artistica del rocker di Zocca. Da “Marea” a “Siamo soli”, passando per “Se ti potessi dire”, “Gli spari sopra”, “C’è chi dice no”, “Stupendo”, “Rewind” e “Un mondo migliore”, la scaletta trova un equilibrio tra passato e presente.

Il gran finale, invece, è costruito per unire generazioni diverse sotto le stesse note. “La noia” apre l’ultima cavalcata prima delle immancabili “Sally” e “Siamo solo noi”. Poi arriva uno dei momenti più intensi della serata, con “Vita spericolata”. A chiudere il cerchio sono “Canzone” e soprattutto “Albachiara”, il brano che da oltre quarant’anni accompagna la fine di ogni concerto e che anche a Rimini ha trasformato il Romeo Neri in un enorme coro collettivo.

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