Veneto

Gli rubano la Ferrari da 200mila euro: imprenditore in ginocchio: «Chiudo l’attività»

«Se i carabinieri non ritroveranno la mia Ferrari, la mia vita professionale è praticamente finita». Sono parole cariche di rabbia e dolore quelle pronunciate oggi 30 maggio da Luca Gaetani, 46 anni di San Giorgio delle Pertiche, imprenditore insieme alla moglie e titolare della Gaetani Racing con un capannone ad Altivole in provincia di Treviso. La sua vicenda ha dell’incredibile. Un viaggio di lavoro a Fasano (Brindisi) si è trasformato in un incubo senza fine. «Giovedì 28 maggio siamo partiti per la cittadina pugliese in auto con il carrello al seguito al cui interno vi era una Ferrari 458 Challenge Evo che avrei affittato ad un pilota che doveva correre a Fasano una corsa in salita. Sul carico anche uno scooter per i piccoli spostamenti una volta che saremmo arrivati a destinazione».

Luca Gaetani

Luca Gaetani è un noto imprenditore nell’ambito del noleggio di auto da corsa per gare in salita. Il suo parco auto comprende oltre a quella che è stata rubata anche una Ferrari 488 e una Porsche 992. «Arrivati a Fasano siamo andati nella zona della gara dove gli organizzatori ci hanno riservato un paddock dove lasciare il mezzo e il prezioso carrello – ha raccontato il derubato – abbiamo scaricato lo scooter e siamo andati al B&B distante circa un chilometro dalla base logistica della gara». Venerdì mattina l’incubo si è materializzato. «Quando siamo arrivati alla reception – ha detto Gaetani – ho scoperto che lo scooter non c’era più. Ho chiesto subito aiuto al custode della struttura. Le telecamere a circuito chiuso hanno ripreso nel cuore della notte tre malviventi che hanno portato via il nostro ciclomotore. Sono subito andato dai carabinieri a Fasano a formalizzare regolare denuncia portando anche in una chiavetta usb le riprese delle telecamere».

L’imprenditore però non sapeva che era solo l’inizio dell’incubo. Luca Gaetani è andato al paddock per organizzarsi con il pilota per l’affitto della Ferrari e ha scoperto che il carrello non c’era più. Qualcuno l’aveva sganciato dalla sua auto, agganciato ad un altro mezzo, per poi defilarsi in tutta fretta. «A giochi fatti sono convinto che i due furti siano tra loro collegati, chi ha rubato lo scooter lo ha fatto per rallentare i miei spostamenti e consentire ai complici di portare via il grosso della refurtiva. Stiamo parlando di un danno di oltre 200mila euro. Per me significa chiudere la ditta, non sono in grado di andare avanti a queste condizioni». I carabinieri hanno raccolto anche la seconda denuncia e ora stanno facendo il possibile per recuperare la preziosa top car omologata proprio per gare in salita.

Gli spunti investigativi al momento sono molteplici, ma il 46enne ha le idee chiare: «Ho il forte sospetto che la mia Ferrari sia già partita per l’Albania via mare. Questo significherebbe avere possibilità residue di ritrovarla. Per ovvi motivi non posso neppure escludere che si sia trattato di uno sgarro al pilota che doveva effettuare la gara. A questo punto, se così fosse, mi auguro che me la facciano ritrovare nei prossimi giorni». Questa seconda ipotesi è tenuta sotto stretto controllo dai carabinieri perché potrebbe configurarsi il classico “cavallo di ritorno” con la malavita che potrebbe contattare il derubato, stabilire un prezzo per riavere la sua fiammante Ferrari. La vicenda è dunque in assoluto divenire con l’imprenditore e la moglie che si fermeranno ancora qualche giorno in Puglia in attesa di possibili evoluzioni.


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