il porto è sold out
Ha preso il via alle 18 in punto al porto di Bari la festa organizzata da Fratelli d’Italia per il record di longevità del governo guidato da Giorgia Meloni: all’evento stanno partecipando migliaia di persone, con la premier accolta sul palco da bandiere sventolanti e applausi scroscianti. Alcuni dei sostenitori della presidente sono partiti addirittura da Genova per prendere parte all’evento: sono in quattro e hanno viaggiato tutta la notte. “Non ci importa – dicono – siamo qui perché siamo innamorati di Giorgia e infatti all’autogrill abbiamo realizzato questo cartellone”. Lo mostrano con orgoglio, c’è scritto: ‘Genova è con Giorgia’. E lo stesso slogan lo hanno ricamato a mano – ci tengono a precisarlo – sulle loro magliette. Altri sostenitori sono arrivati da Torino e Roma. Per la sala stampa, spiegano gli organizzatori, sono stati accreditati circa 450 operatori dell’informazione, tra cui 70 giornalisti stranieri, inclusi quelli di New York Times e Le Monde.
A fare gli onori di casa e ad aprire l’evento, sul palco, è stato il sottosegretario alla Salute, barese, Marcello Gemmato. “Siamo a Bari, in Puglia – ha spiegato -, perché il Governo ha fatto tanto per il Meridione: è la prima volta che il Meridione cresce dello 0.2% rispetto al Settentrione e rispetto alla media italiana, ciò significa che il Meridione è il traino della nostra nazione, grazie ai progetti finanziati con 55 miliardi, che hanno portato al record italiano di occupazione da quando si registra l’occupazione e al record inferiore di disoccupazione al Meridione. Il nostro modello è differente rispetto al reddito senza lavoro, noi non vogliamo decrescita felice, vogliamo aggredire il futuro”. E ancora: “Abbiamo scelto Bari perché Bari si protrae idealmente sui Balcani, la Puglia è centrale nel Meridione. Penso a quando ci accingevamo a vincere le elezioni e si diceva che era pericolosa questa destra, rimarremo isolati, e invece mai l’Italia è stata così centrale nello scacchiere internazionale e mai si è avuto questa considerazione”.
Alle 19.15 poi l’atteso intervento di Giorgia Meloni. “Mi regalate un’emozione grande – ha detto la premier rivolgendosi alla platea -. Il governo più stabile non è per forza anche il più capace, il governo più stabile è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato e quel giudizio siete voi con questa presenza e questo entusiasmo. Siete voi – ha detto ancora Meloni, interagendo col proprio pubblico – insieme ai milioni di italiani ancora al nostro fianco. Di questo dobbiamo andare fieri, non di governare da 1.413 giorni, ma di avere ancora un consenso più alto di quello che avevamo il primo giorno”. Tanti poi gli argomenti trattati durante il comizio. “Abbiamo protetto il Sud – ha detto la premier, come prima aveva fatto Gemmato -. Per troppo tempo queste regioni sono state trattate come problema da risolvere o serbatoio di voti da tenere buoni con il clientelismo. Abbiamo scommesso che il Sud potesse diventare locomotiva d’Italia, sbaragliando ogni pronostico i numeri dicono che era la scelta giusta. Il traguardo è fare del Sud un posto dove si arriva, non da dove si parte”.
E ancora: “La stabilità è la prima grande riforma – ha detto la presidente -. L’Italia ha smesso di essere il caso sorvegliato in Europa. Eravamo quelli che cambiavano governo di continuo, ai tavoli internazionali gli interlocutori internazionali dicevano ‘ora questo quanto dura?’. Chi viene trattato così non può trattare, non può far valere il proprio interesse. Con la stabilità si può dettare le scelte invece di subirle, puoi indicare la rotta. Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso”. Il governo ha mantenuto “i conti in ordine” e lo ha fatto “perché siamo veri patrioti, distanti anni luce da chi ha devastato conti stato con misure tipo Superbonus”. “Non abbiamo protetto le nostre imprese dai dazi Usa per lasciarli in balia della burocrazia italiana. Lo abbiamo dimostrato al Sud con la Zes: oggi un imprenditore non aspetta anni e implora un timbro, ma ha un solo sportello. Vogliamo applicare un meccanismo come questo su tutto il territorio nazionale. Sono contenta – ha aggiunto – che il Pd prima diceva che era un carrozzone, e ora dice che vuole estendere la Zes, quindi sono contenta perché voteranno con noi”.
Ancora, sui temi pugliesi. “L’ex Ilva è la questione più complessa, vede sul territorio chi vorrebbe la sua chiusura e chi vorrebbe valorizzare il suo valore, abbiamo fatto sforzi per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, continueremo a farlo con realtà locali, sindacati, associazioni datoriali, il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica ma anche preservare un patrimonio industriale importante per Puglia e nazione intera”. “Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d’attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5-6 anni fa ma nessuno se ne era occupato, la sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio. Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione – ha continuato -. Tutti quelli che ci fanno la morale, a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”.
“Io continuo a credere che le pagine più belle di questa storia ancora debbano essere scritte. Il nostro traguardo non è mai stato diventare il governo più longevo della storia, ma un’Italia in cui chi ha un’idea possa realizzarla, chi lavora possa mettere su casa, in cui nessuno è costretto ad andarsene e in cui chiunque si senta fiero di essere italiano, in cui chi è partito possa trovare mille ragioni per tornare. Il nostro traguardo è un’Italia che non chiede più il permesso a nessuno. Quando tra qualche decennio – ha aggiunto – qualcuno racconterà questi anni voglio che si dica che c’è stato un momento in cui questa nazione ha smesso di rassegnarsi, voglio che si dica che è successo perché una generazione di italiani, non la più ricca, più protetta o titolata, ha deciso di spingersi oltre quello che gli altri consideravano possibile, rischiando quello che c’era da rischiare – ha detto Meloni sui titoli di coda -. Quella generazione siete voi ed è un onore per me servire al vostro fianco”, ha sottolineato Meloni rivolta alla folla, concludendo il suo intervento.




