Sicilia

Il Pd si riunisce a Sciacca, Bonaccini: spetta alla Schlein ricompattare il partito

Il Pd prova a serrare le file in vista dell’anno elettorale che porterà al voto Regione e principali Comuni. E da Sciacca parte una mobilitazione dell’area Bonaccini che punta a mettere in campo un programma condiviso da un ampio fronte di alleati e una riapertura del dialogo fra le correnti che permetta di superare la spaccatura nata dalla contestata rielezione del segretario Anthony Barbagallo.

Per Stefanano Bonaccini “non bisogna perdere tempo, subito dopo le Amministgrative di fine maggio la coalizione di centrosinistra si deve mettere al lavoro sul programma di governo per le politiche dell’anno prossimo. Poi si deciderà sul candidato, alla gente non interesse il destino delle classi dirigenti dei partiti ma quello del Paese”. Per il leader della corrente Energia Popolare e presidente del partito, il Pd deve puntare sui temi della pace della legalità e sicurezza («da non lasciare al centrodestra»), della sanità pubblica da difendere e della scuola da rilanciare. Poi, di fronte a una sala strapiena, il monito sulla spaccatura che da due anni lacera il partito in Sicilia: «Quando ci sono divisioni nel partito come quelle che ci sono in Sicilia è chiaro che la responsabilità di affrontare la situazione spetta innanzitutto a chi guida il partito».

È un invito a riprendere il dialogo, a non arroccarsi: «Un minuto dopo aver perso le primarie – aggiungerà il coordinatore della corrente Energia Popolare Alessandro Alfieri – noi ci siamo messi a collaborare con Elly Schlein. Per vincere. E anche qui serve unità».

Va detto che alla convention organizzata dal capogruppo all’Ars Michele Catanzaro sul mare di Sciacca il segretario Anthony Barbagallo non è stato neppure invitato. Ma il messaggio partito dalla sala stracolma dell’hotel Torre del Barone e dal fronte della maggioranza dei deputati presenti insieme all’eurodeputato Giuseppe Lupo è di ritornare al dialogo dentro il partito. È un messaggio alla Schlein: trovare insieme una soluzione che ricompatti. Anche se Lupo ha aggiunto: “Mi auguro che a scegliere il prossimo candidato alla presidenza della Regione possa essere una nuova classe dirigente del Pd siciliano”.

Per Bonaccini “in Sicilia purtroppo il partito è meno unito che altrove. Ma bisogna ritrovarla quest’unità, soprattutto in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. Nel 2027 – ha aggiunto l’ex governatore dell’Emilia Romagna – dovremo battere una destra che, anche quando è divisa, sa comunque presentarsi unita alle elezioni. Dobbiamo assolutamente evitare le nostre divisioni del 2022, che aprirono le porte di Palazzo Chigi a Giorgia Meloni”.

Sul fronte dell’alleanza Catanzaro immagina in Sicilia un patto «anche con Cateno De Luca». Ad ascoltare in sala ci sono pure i vertici di 5 Stelle e Italia Viva. E molti sindaci e candidati civici.


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