Veneto

il nuovo family film di Berardo Carboni al cinema

Domani, 6 agosto, esce nelle sale italiane Greta e le favole vere, il nuovo lungometraggio di Berardo Carboni che cerca di parlare ai ragazzi senza rinunciare a un respiro rivolto a tutti.

Il film mette al centro il tema del rapporto tra uomo e natura attraverso la voce di due bambini e di un’avventura insolita.
La sceneggiatura è firmata dallo stesso Carboni insieme a Valeria Giasi e Fabio Di Ranno. Il tono è quello di una favola contemporanea pensata per un pubblico family: durata 93 minuti, prodotto in Italia e destinato alle sale con la distribuzione di Vision Distribution.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.


Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274


Scopri come fare

Nel cast convivono nomi noti e volti più giovani. Accanto ai protagonisti giovanissimi — Sara Ciocca, che interpreta Greta, e Mattia Garaci nel ruolo di Sauro — figurano Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore. Completano il cast Darko Peric, Federico Cesari, Demetra Bellina, Giovanni Visentin, Federico Rosati, Alba Amira Ramadani e Roberta Palumbo.

La pellicola è stata presentata in anteprima alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival, nella sezione Fuori Concorso. Sul fronte produttivo, si tratta di una coproduzione di Pegasus con Rai Cinema, QMI e Vision Distribution, realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e in collaborazione con Sky.

Al centro della trama c’è Greta, una bambina di dieci anni che guarda il mondo con determinazione. Ispirata alle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, decide di passare all’azione: insieme all’amico Sauro libera un cucciolo di orso polare tenuto da due bracconieri. Quella che nasce come un gesto istintivo apre la strada a un viaggio che metterà alla prova i ragazzi.
Scoperti, i due bambini diventano braccati e scelgono di non arrendersi. L’obiettivo diventa impossibile sulla carta: riportare l’orso al Polo Nord. Il percorso che ne segue è descritto come avventura e crescita, costellato di ostacoli e incontri che sollecitano coraggio e responsabilità.

Carboni costruisce la storia con il linguaggio diretto della favola, puntando a restituire una narrazione chiara e senza ambiguità. Per il regista l’intento è offrire soprattutto ai giovani uno strumento per formare la propria coscienza: il film vuole suggerire ipotesi e proposte, più che limitarsi a descrivere la realtà. In questa scelta emerge anche la volontà di riaffermare valori semplici — amicizia, responsabilità, coraggio — oggi meno scontati.


5 x 1000

Il registro narrativo evita il cinismo e privilegia la chiarezza tipica delle storie per ragazzi, ma lo fa mantenendo uno sguardo adulto. Non si tratta di semplificare i temi, ma di presentarli con immediatezza per stimolare una presa di posizione. Questa impostazione ha guidato anche la resa visiva e la costruzione degli incontri che accompagnano il viaggio dei protagonisti.

Greta e le favole vere si propone dunque come un racconto che mira a parlare a più generazioni: ai ragazzi per il linguaggio e la vicenda, agli adulti per le questioni sullo sfondo e per la scelta autoriale di non indulgere al relativismo. La messa in scena cerca di restituire il senso di urgenza delle tematiche ambientali senza rinunciare alla leggerezza della favola.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »