Bullismo a scuola: la guida pratica e gratuita per docenti ed educatori europei per creare ambienti scolastici democratici, sicuri e inclusivi

Il bullismo nelle scuole europee rimane una sfida pressante che richiede risposte concrete e basate su prove scientifiche.
Per rispondere a questa necessità, il programma Classrooms Against Bullying (CAB) ha sviluppato il manuale “Guidebook with good practices against school bullying”, un’opera corale firmata da Marianthi Antoniou, Angelos Vallianatos e Mariza Varthalami. La guida nasce dalla collaborazione tra SolidarityNow e l’European Wergeland Centre per promuovere ambienti scolastici democratici dove ogni alunno possa sentirsi al proprio posto.
Quattro pilastri per un’educazione democratica
Il manuale, pubblicato nell’agosto 2024 e disponibile in inglese e greco, è strutturato in quattro sezioni pensate per supportare docenti e dirigenti scolastici. La prima parte, “One World, Many Perspectives”, mette a confronto gli approcci e i quadri legali di Grecia e Norvegia, offrendo una visione d’insieme su come diverse nazioni affrontano la violenza scolastica. Segue una sezione teorica, “Theory for Action!”, che approfondisce i concetti di scuola democratica e il valore del Whole School Approach, ovvero un approccio globale che coinvolge l’intera comunità.
Il cuore operativo è la terza parte, una guida pratica ricca di attività pronte all’uso per prevenire e gestire gli episodi di bullismo in classe. Infine, il manuale include materiali e risorse del Consiglio d’Europa, come fogli di lavoro e contributi diretti dei docenti che hanno partecipato alla fase di sperimentazione del progetto.
Il “senso di appartenenza” come scudo protettivo
Il concetto centrale che attraversa l’intero manuale è il senso di appartenenza, considerato l’elemento chiave per contrastare l’emarginazione: quando uno studente si sente parte integrante di un gruppo e avverte la stima dei compagni e dei docenti, il bullismo trova meno spazio per manifestarsi. L’appartenenza agisce come uno scudo protettivo per i potenziali bersagli, aumentando la loro fiducia e riducendo il senso di isolamento che spesso alimenta le dinamiche di prevaricazione.
La guida sottolinea che una comunità scolastica sana non richiede che tutti siano amici, ma che tutti siano riconosciuti come membri rispettati del gruppo. In questo contesto, la diversità assume i contorni di un valore da discutere e comprendere attraverso l’empatia. Marianthi Antoniou evidenzia come l’inclusione debba riflettersi nelle pratiche quotidiane: “affrontare il bullismo è una questione complessa che richiede collaborazione, con tutti che lavorano insieme in un ambiente che favorisce il rispetto reciproco e la comprensione”.
Strumenti pratici: i fogli di lavoro per gestire il conflitto
Per aiutare i docenti a intervenire in modo efficace, la guida propone strumenti specifici come i fogli di lavoro “Beat Bullying”, che invitano gli studenti a riflettere su un episodio di violenza indossando i panni del bullo, della vittima o dello spettatore. L’obiettivo è analizzare l’esperienza in modo pedagogico, cercando di comprendere le motivazioni profonde e i bisogni immediati di tutte le parti coinvolte, piuttosto che limitarsi a una visione punitiva.
Attraverso domande mirate, gli studenti sono spinti a chiedersi cosa serva per sentirsi di nuovo al sicuro e quali cambiamenti desiderino vedere nella loro scuola. Tale approccio trasforma il conflitto in un’occasione di apprendimento, dove il bullo può sviluppare empatia sentendo le conseguenze delle proprie azioni e la vittima può trovare uno spazio protetto per esprimersi. In una comunità che esercita attivamente i valori democratici, il bullismo finisce per diventare uno strumento inutile e privo di fascino.
L’impegno dei docenti e la collaborazione con la comunità
Il successo della guida CAB risiede anche nel percorso di formazione che ha coinvolto oltre sessanta educatori, tra docenti, psicologi e assistenti sociali. Le attività proposte, come il World Café o l’analisi dei filmati del Consiglio d’Europa, sono state testate sul campo per garantirne l’efficacia pratica. I partecipanti hanno apprezzato la possibilità di uscire dalla propria “zona di comfort” per confrontarsi con strategie innovative e reti di collaborazione tra scuole.
Il manuale ribadisce che la scuola non è un’isola: la cooperazione con i genitori e le istituzioni locali è fondamentale per garantire la sicurezza degli alunni. Come ricordato nel manuale, la democrazia si esercita ogni giorno nelle interazioni quotidiane, fin dalla prima infanzia: creare una scuola inclusiva vuol dire permettere a ogni studente di condividere apertamente la propria storia, imparando a gestire i conflitti in modo pacifico.
La guida
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