Economia

Il mercato degli snack continua la sua corsa, Fiorentini resta re delle gallette


Il re italiano delle gallette di riso e mais cresce ancora. Il 2025 si è chiuso per Fiorentini Alimentari con un fatturato di 146 milioni di euro, in aumento dell’8%. Un risultato triplicato rispetto a dieci anni fa, con una quota di mercato sulle gallette del 15%. Dietro la crescita c’è una strategia fatta di investimenti industriali, innovazione di prodotto e attenzione ai nuovi stili. Il fuoripasto continua del resto a guadagnare spazio nei consumi. Snack salati e gallette registrano vendite in aumento nel vending e soprattutto nella grande distribuzione. Il fatturato stesso di Fiorentini passa da quest’ultimo canale, che commercia sia i prodotti a marchio dell’azienda piemontese (che pesano il 60% del fatturato), che la produzione in private label per le grandi catene di supermercati che pesa il 40%.

La snack economy è più croccante che mai: secondo Euromonitor il giro d’affari globale crescerà del 23% entro il 2028, superando gli 831 miliardi di dollari. In Europa il retail vale già oltre 234 miliardi di euro e l’Italia è il secondo Paese dell’Unione europea, dopo l’Olanda, per quota di spesa alimentare destinata a questi prodotti (43,2%), secondo Circana. Secondo gli ultimi dati disponibili diffusi lo scorso autunno, la vendita di patatine, estrusi, chips, tortillas, popcorn, gallette e barrette dolci ha generato circa 2 miliardi di euro nella distribuzione italiana, secondo le elaborazioni Nielsen. Nei carrelli della spesa sono finite oltre 800 milioni di confezioni di snack salati, il 2,6% in più rispetto all’anno precedente, per una spesa superiore a 1,2 miliardi di euro. In questo scenario l’azienda piemontese, che impiega circa 300 persone tra gli stabilimenti di Trofarello e Torino, accelera sugli investimenti produttivi. A Trofarello si sta espandendo lo stabilimento: diecimila metri quadrati in più che ospiteranno una o due nuove linee dedicate agli snack salati, uno dei segmenti su cui l’azienda ha deciso di puntare con maggiore decisione. Accanto alla produzione nasceranno anche nuovi spazi logistici e un magazzino moderno pensato per sostenere la crescita degli ordini online.

Allo stesso tempo è in corso una riorganizzazione dei siti produttivi. Tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026 lo stabilimento di Trofarello diventerà interamente dedicato al “gluten free”. Le linee con glutine e la produzione delle creme spalmabili saranno invece concentrate nello stabilimento storico di Torino, in strada del Francese, oggi oggetto di un progetto di rilancio industriale. Qui viene prodotto anche il burro d’arachidi sviluppato senza zucchero aggiunto e senza olio di palma. L’operazione rappresenta un vero potenziamento della capacità produttiva. Il polo di Trofarello è stato ampliato fino a raggiungere circa 53 mila metri quadrati e ospita un magazzino automatizzato con oltre 18 mila posti pallet. “Grazie a questi investimenti la capacità produttiva degli snack salati è aumentata del 30%, mentre quella delle gallette ricoperte è cresciuta del 50%”, spiega Simona Fiorentini, quarta generazione della famiglia.

La storia dell’azienda affonda le radici nel 1918, quando Leonildo Fiorentini aprì una bottega nel centro di Torino. Negli anni Quaranta il figlio Vittorio trasformò il negozio in un bazar di cibi esotici e negli anni Settanta portò in famiglia le gallette di riso. Negli anni Novanta, con Roberto Fiorentini, arrivò la svolta industriale con la produzione di gallette e snack a base di cereali soffiati. Oggi le gallette rappresentano ancora il cuore del business e valgono circa il 45% del fatturato, mentre gli snack salati pesano per circa il 30% e sono tra i principali motori di crescita. Il mercato italiano resta centrale e vale circa l’85% dei ricavi, mentre il restante 15% arriva dall’estero. I mercati internazionali restano però una fonte di ispirazione per nuovi prodotti, come le chips a base di hummus adattate al gusto italiano.


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