Furti e sequestri nelle abitazioni, pioggia di condanne per il commando criminale
Per mesi avrebbero trasformato appartamenti e villette della Capitale nei bersagli di una lunga sequenza di assalti notturni.
Un gruppo organizzato, mobile e violento, capace di colpire in ogni quadrante della città con metodi sempre più aggressivi. Quando trovavano le abitazioni vuote agivano rapidamente, svuotando cassetti e casseforti.
Se invece qualcuno era in casa, il furto si trasformava in rapina: minacce, percosse e persone immobilizzate per permettere al commando di agire indisturbato.
Adesso per la banda è arrivata la prima pesante resa dei conti giudiziaria. Il Tribunale di Roma ha condannato diciassette imputati ritenuti responsabili, a vario titolo, di una raffica di colpi messi a segno tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025.
Le pene inflitte superano complessivamente i cento anni di carcere, con condanne che sfiorano i dodici anni per alcuni dei presunti organizzatori del gruppo.
L’indagine, coordinata dalla Procura capitolina, ha ricostruito un’organizzazione capace di agire con estrema rapidità e con una notevole disponibilità di mezzi.
Secondo gli investigatori, il sodalizio avrebbe portato a termine oltre quaranta incursioni tra Roma e provincia, scegliendo obiettivi molto diversi tra loro: appartamenti nei quartieri residenziali, abitazioni di periferia e attività commerciali.
Nel fascicolo compaiono episodi avvenuti tra Vigna Clara, il Nomentano, Primavalle, Casal Bruciato e l’area est della città, fino a San Cesareo. Un raggio d’azione ampio, accompagnato da una modalità operativa considerata particolarmente pericolosa dagli inquirenti.
Gli assalitori avrebbero utilizzato pistole, martelli, piedi di porco e altri strumenti da scasso, facendo ricorso alla violenza per bloccare ogni tentativo di reazione.
Tra gli episodi più gravi ricostruiti durante le indagini c’è quello di un’anziana sorpresa nel sonno nella propria abitazione e costretta a rimanere immobile sotto la minaccia di un’arma.
In un altro caso, uno dei residenti avrebbe cercato di inseguire un ladro trovato sul balcone, venendo però affrontato con un martello.
Un’altra vittima sarebbe stata trascinata con forza lontano dal sistema d’allarme mentre i rapinatori rovistavano nelle stanze.
La svolta investigativa è arrivata dopo l’ultimo colpo attribuito alla banda: l’assalto a un supermercato della provincia romana dal quale il gruppo era riuscito a portare via decine di migliaia di euro in contanti.
Da quel momento i Carabinieri della Compagnia Roma Parioli hanno accelerato gli accertamenti, ricostruendo movimenti, contatti e ruoli all’interno dell’organizzazione.
Il processo si è celebrato con rito abbreviato, consentendo agli imputati di ottenere lo sconto di pena previsto dalla legge.
Ma la gravità delle accuse — che comprendono rapina aggravata, furto, lesioni, sequestro di persona e altri reati — ha comunque portato a condanne particolarmente severe.
Con la sentenza emessa a piazzale Clodio si chiude così il primo passaggio giudiziario di una vicenda che per mesi aveva alimentato paura e tensione in diversi quartieri della Capitale, segnati da una scia di colpi violenti e mirati.
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