il Lazio del vino alla conquista di Vinitaly 2026
Con oltre 350 cantine attive e una biodiversità che vanta 37 vitigni autoctoni, il Lazio si presenta alla fiera del vino più importante del mondo come un sistema solido e competitivo.
Il Padiglione Lazio, curato da ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) e situato all’ingresso Cangrande, è stato progettato dallo studio Westway Architects per essere non solo un’area espositiva, ma un vero hub funzionale per il business e la cultura enologica.
I numeri di un sistema in crescita
Il comparto vitivinicolo laziale arriva a Verona forte di numeri che testimoniano un’evoluzione qualitativa costante:
Ettari vitati: circa 18.000.
Produzione: 730.000 ettolitri (prevalenza bianchi).
Certificazioni: 36 denominazioni tra DOCG, DOC e IGT.
Biodiversità: 94 varietà di uve coltivate.
Il concept: il vino come “Dolce Vita”
Lo slogan scelto, “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio”, mira a connettere le produzioni locali al prestigio della cultura italiana riconosciuta dall’UNESCO.
«È una chiave contemporanea per raccontare il vino laziale come espressione di una visione e di un patrimonio culturale», ha spiegato il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa.
L’obiettivo: posizionare le etichette regionali non solo come eccellenze gastronomiche, ma come ambasciatrici di un territorio che unisce storia, accoglienza e paesaggio.
Un calendario tra business e formazione
Il Padiglione Lazio non sarà solo degustazione, ma anche un centro operativo per l’internazionalizzazione:
Eventi B2B: Incontri mirati tra le 61 realtà presenti e i buyer internazionali.
Masterclass: Dalle “blind tasting” con la Fondazione Italiana Sommelier agli approfondimenti tematici dei consorzi (Roma DOC, Atina DOP, Vignaioli del Lazio).
Innovazione: Workshop dedicati alla sostenibilità e allo sviluppo delle filiere.
Sinergie: Presenza di eccellenze gastronomiche come il Pecorino Romano DOP e l’Olio di Roma IGP.
Le voci delle istituzioni
L’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, ha sottolineato l’impegno della Regione nel rafforzare la presenza sui mercati esteri: «Continuiamo a investire nel sostegno alle imprese per coniugare tradizione e innovazione. Il vino è uno degli ambasciatori più autorevoli della nostra qualità».
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