Il largo consumo italiano continua a crescere

In Italia la crescita del largo consumo prosegue e le tensioni sui mercati energetici non hanno per ora provocato una fiammata inflattiva. L’effetto del rialzo del petrolio si sentirà nei prossimi due trimestre ma, nonostante ciò, i consumi dovrebbero mantenersi in territorio positivo. È questo il quadro delineato dagli esperti di NielsenIQ nel corso dell’apertura dell’evento Linkontro, che al Forte Village di Santa Margherita Pula ha riunito circa 1000 operatori del settore. I dati relativi ai primi quattro mesi dell’anno delineano un trend positivo a valore che si riflette nel totale negozio (+2,6%) e nel +1,9% del largo consumo confezionato (Lcc). Per quel che riguarda i canali spicca l’e‑commercecon un balzo del 13,6%, mentre dinamiche più deboli si osservano in altri comparti come il tech & durables (-1,2%), con una ripresa a marzo 2026 pari al 2%.
“Il 2026 si è aperto all’insegna di una stabilità solo apparente – ha detto Enzo Frasio, amministratore delegato di NielsenIQ Italia – Anche se i consumi restano costanti, diventano sempre più frammentati e guidati da scelte di convenienza. Siamo anche di fronte ad una alta infedeltà: in media, le famiglie italiane frequentano abitualmente 6,3 insegne brick & mortar all’anno. Segnale, questo, di una competizione sempre più intensa, amplificata dall’online, che accelera e guadagna quote di mercato raggiungendo nel 2025 una share significativa – 19,4% nel pet e 16,3% nel beauty. A questo, si aggiunge la trasformazione demografica e sociale: cambiano le composizioni dei nuclei familiari, si rafforza l’attenzione verso salute e benessere, si riducono le scelte impulsive e aumentano la ricerca di valore e qualità. Oggi più che mai il successo passa dal comprendere chi davvero percorre i corridoi dei supermercati”.
Il consumatore italiano, che a differenza di cittadini di altri Paesi europei non ha dovuto fare i conti con significativi aumenti dei prezzi di vendita, è quello più sensibile agli aumenti dei listini. Un altro fattore che sta contribuendo a mantenere positiva la traiettoria dei consumi è il calo della disoccupazione. Tutto questo non significa però che i retailer non stiano affrontando importanti sfide. Dai dati NielsenIQ non emerge una riduzione della spesa, bensì una sua riallocazione: il consumatore italiano compra con maggiore frequenza, frammenta il carrello e orienta le scelte verso ciò che offre maggiore valore percepito. Nel corso dell’anno mobile terminante a marzo 2026, la spesa media a valore per famiglia è cresciuta del 2,6%, mentre la frequenza di acquisto aumenta del 7,6% – in particolar modo nelle famiglie giovani con figli minori di 24 anni (+12,8%). Un segnale di un cambiamento strutturale nei comportamenti: i carrelli non accolgono più le spese per la scorta mensile. Il consumatore, infatti, entra più volte nel punto vendita, scegliendo con maggiore attenzione cosa acquistare.
Anche la composizione del carrello è direttamente conseguenza di questo atteggiamento: il Fresco traina le vendite con un progresso del 4% e fanno molto bene anche Frutta e verdura (+5,5%), Macelleria & polleria (+6,8%) e Prodotti freschi confezionati (+3,7%). Di contro, rallentano alcune categorie come i salumi (-2,6%) e gli alimentari confezionati (+1,3%). A riprova del fatto che, in un contesto di spese più frequenti, gli italiani riempiono meno il carrello di prodotti confezionati, privilegiando referenze fresche e legate al consumo immediato. Inoltre, il 70% della crescita dei volumi è spiegata da sole 20 categorie, tra cui kefir (+50%), frutta esotica (+31%), semi (+29%), yogurt proteici (+26%) e specialità etniche (22%).
Per quel che riguarda le reti di vendita la riorganizzazione sta portando il retail in una nuova fase, in cui la produttività dei negozi diventa il principale criterio di selezione. Vengono premiati i punti vendita capaci di generare più valore per metro quadro, mentre quelli meno efficienti subiscono una progressiva razionalizzazione. Il consumatore, però, si muove più rapidamente del retail e sta già orientando le proprie scelte verso negozi più performanti e meglio organizzati, indipendentemente dalla loro dimensione. Oggi non è il formato a determinare il successo, ma la capacità del singolo punto vendita di offrire valore in modo chiaro, efficace e coerente con le nuove esigenze di consumo. Assortimenti più mirati, pricing coerente e una gestione più efficiente delle superfici saranno determinanti per intercettare un consumatore sempre più mobile, selettivo e meno prevedibile.
“La crescita registrata dal settore dimostra la capacità di industria e distribuzione di adattarsi progressivamente, a un consumatore che cambia – ha concluso Romolo de Camillis, retailer director di NielsenIQ – Tuttavia, ulteriori opportunità non mancano, ma per coglierle sarà fondamentale accelerare su assortimenti leggibili, promozioni più efficienti e strategie mirate sui diversi target di clientela. In un mercato omnicanale, il valore non si crea da soli, ma insieme”.
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