Lazio

il futuro dell’innovazione nasce a Pietralata

Il Rome Technopole Headquarter rappresenta non solo un’infrastruttura di ricerca avanzata, ma un vero e proprio ecosistema destinato a trasformare il Lazio in un polo europeo di eccellenza scientifica e tecnologica.

La posa della prima pietra: un momento storico

Il 19 dicembre 2025 si è svolta la cerimonia ufficiale per la posa della prima pietra dell’edificio Rome Technopole Headquarter, un evento che ha segnato l’avvio concreto dei lavori per la realizzazione del quartier generale della Fondazione.

Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità locali e nazionali: Antonella Polimeni, Rettrice di Sapienza Università di Roma e Presidente della Fondazione Rome Technopole, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, la Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, il Segretario generale del Ministero dell’Università e della Ricerca Marco Mancini e il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti.

La consegna dei nuovi spazi è prevista per dicembre 2026, completando così un percorso che ha visto la Sapienza agire come stazione appaltante nella fase progettuale e di affidamento dei lavori.

Un edificio all’avanguardia

Il palazzo di tre piani alternerà strutture in metallo, vetrate, vegetazione, ponti sospesi e impianti fotovoltaici, sviluppandosi su 7.500 metri quadrati LazioInnova

avveniristici nell’area di Pietralata, non lontano dalla Stazione Tiburtina. L’edificio è stato progettato con criteri di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica che lo rendono un modello di riferimento: sarà realizzato con soluzioni estremamente innovative per ottimizzare la performance energetica, integrando tecnologie all’avanguardia dai sistemi di isolamento termico e acustico agli impianti fotovoltaici, da renderlo nZEB (nearly Zero Energy Building).

L’ambizione è quella di creare un edificio a impatto zero che utilizzi soluzioni pionieristiche come l’idrogeno verde e la geotermia, settori in cui la Sapienza vanta una leadership riconosciuta a livello internazionale.

Spazi e funzioni: un Hub Multifunzione

La superficie utile dell’edificio sarà compresa tra i 2.100 e i 2.400 metri quadrati, con aule multimediali e sale per attività didattiche e di formazione, laboratori di ricerca e aree per il trasferimento tecnologico ESA.

Il quartier generale non sarà una semplice sede amministrativa, ma un’infrastruttura di ricerca molto avanzata che ospiterà anche spazi per l’incubazione e l’accelerazione d’impresa, favorendo la collaborazione multidisciplinare e la valorizzazione del capitale umano.

Un progetto di rigenerazione urbana

L’intervento ha una valenza che va oltre la semplice realizzazione di un edificio. Il progetto complessivo prevede la realizzazione della sede della Fondazione nell’area del “Lotto B”, a cui si aggiungerà almeno un nuovo edificio per realizzare il Polo Tecnologico, per un totale di altri circa 3.500 metri quadrati Tecnopolo.

Il complesso si configurerà come un impianto a corte aperta, connesso direttamente al quartiere di Pietralata attraverso un’area pedonale e un edificio-ponte, diventando un elemento chiave per la rigenerazione urbana del quadrante nord-est della Capitale.

Il piano di mobilità sostenibile prevede una grande passerella pedonale per connettere la Stazione Tiburtina con l’intera nuova area di Pietralata, una pista ciclabile che partirà dal Rome Technopole, e due aree di parcheggio dedicate con zone riservate alla ricarica di veicoli elettrici e al car-sharing.

Finanziamenti e Governance

L’impegno finanziario dell’opera è di circa 11 milioni di euro del PNRR, di cui oltre 6 milioni di euro erogati dalla Regione Lazio nell’ambito della strategia per la ricerca e l’innovazione tecnologica, che rientrano nel Programma regionale FESR 2021-2027. Questi fondi integrano l’investimento complessivo di 110 milioni di euro del PNRR già dedicato al progetto Rome Technopole.

La concessione degli spazi da parte del Comune di Roma per la realizzazione della sede è a titolo non oneroso e avrà una durata di 99 anni, rappresentando il contributo di Roma Capitale alla Fondazione in qualità di fondatore promotore. L’area è stata scelta nel quadrante di Pietralata nell’ambito del Piano Particolareggiato SDO, per la corrispondenza delle funzioni del Rome Technopole con quelle previste nella pianificazione urbanistica e per la rilevanza strategica dell’intervento per l’intero quadrante.

Un ecosistema dell’innovazione senza precedenti

Rome Technopole riunisce un partenariato straordinario che include le 10 principali università con sede nel Lazio (tra cui Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Università di Cassino, Università della Tuscia, LUISS, Unicamillus, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Campus Bio-Medico), i 4 maggiori enti pubblici di ricerca (CNR, ENEA, INFN, Istituto Superiore di Sanità), Unindustria, Regione Lazio, Roma Capitale, le Camere di Commercio di Roma, Latina-Frosinone, Rieti-Viterbo, oltre a più di 20 gruppi industriali e imprese operanti in settori strategici come aerospazio, bancario, elettronica, farmaceutico, edilizia ed energia.

Si tratta di un ecosistema di innovazione finanziato dal MUR nell’ambito del PNRR a carattere regionale che alimenterà la filiera di ricerca, formazione e innovazione in tre aree di interesse strategico per il Lazio: transizione energetica, transizione digitale, salute e biofarmaceutica.

Le parole dei protagonisti

Antonella Polimeni ha sottolineato durante la cerimonia che l’edificio non sarà una sede amministrativa, ma un’infrastruttura di ricerca molto avanzata. Con l’avvio dei lavori del quartier generale prende forma concreta una scelta strategica: superare una stagione di frammentazione delle risorse e della ricerca per dimostrare che il Paese può fare sistema, mettendo in rete competenze, infrastrutture e responsabilità istituzionali.

Il Sindaco Roberto Gualtieri ha evidenziato come Roma Capitale abbia messo a disposizione il terreno, concedendo il diritto di superficie gratuito per 99 anni, permettendo di realizzare la sede in una zona ricca di infrastrutture, con due stazioni della metropolitana e una stazione ferroviaria. L’obiettivo è creare un centro in cui saranno coinvolti ricercatori e imprese per aiutare la crescita e l’occupazione di Roma e dell’Italia.

Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria, ha sottolineato come Rome Technopole rappresenti una soddisfazione perché crea un ecosistema unico per la ricerca e lo sviluppo del capitale umano di alta qualità, qualcosa che non è mai esistito nel territorio laziale.

Verso la piena operatività: la sede temporanea

In attesa del completamento dell’headquarter di Pietralata, la Fondazione Rome Technopole ha inaugurato una sede temporanea presso gli spazi dell’Università Sapienza in via Palestro 63, tra la Città universitaria e la Stazione Termini. I locali, distribuiti su 6 piani per oltre 2.000 metri quadrati, ospitano uffici di presidenza, sale per la formazione, Open Labs e Joint Labs, coworking e spazi per start-up e incubatori.

Parallelamente, è stata attivata la piattaforma IR2-TECH, l’infrastruttura di ricerca distribuita che mette in rete laboratori avanzati, strumentazioni scientifiche e competenze condivise. La piattaforma opera sui tre ambiti strategici della transizione energetica, transizione digitale e salute & bio-pharma, configurandosi come un modello Hub & Spoke con laboratori nodali e spazi aperti che supportano proof of concept, trasferimento tecnologico e collaborazioni pubblico-private.

Obiettivi e visione strategica

Il progetto Rome Technopole si pone tre macro-obiettivi per il Lazio: favorire un processo di riposizionamento delle realtà industriali e produttive regionali verso segmenti e mercati a maggior valore aggiunto attraverso processi di adattamento del know-how e delle tecnologie di eccellenza; rendere il Lazio una “grande regione europea dell’innovazione” con una dimensione internazionale; guidare il Lazio lungo percorsi di internazionalizzazione che orientino la rinnovata capacità competitiva del settore industriale verso mercati di interesse strategico.

Come sottolineato dalla Presidente Polimeni, Rome Technopole è una sfida che il Paese non può permettersi di non cogliere, nata grazie all’impulso del PNRR ma con uno sguardo di ampia prospettiva che va oltre i fondi europei, fondata sulla fiducia reciproca tra i partner e sulla convinzione che la conoscenza sia l’infrastruttura più solida del futuro.

Un modello per il Sistema Paese

Il Rome Technopole Headquarter di Pietralata non è solo un edificio, ma il simbolo concreto di una nuova strategia di sviluppo che mette al centro la collaborazione tra università, enti di ricerca, mondo imprenditoriale e istituzioni. Con la sua architettura sostenibile, la sua posizione strategica e il suo ecosistema multidisciplinare, rappresenta un modello replicabile per l’intero sistema Paese, dimostrando che quando le competenze si mettono in rete e le istituzioni lavorano insieme, è possibile costruire infrastrutture che guardano al futuro e creano opportunità concrete per giovani, ricercatori e imprese.

La sfida ora è completare i lavori nei tempi previsti e trasformare questa visione ambiziosa in una realtà operativa che possa davvero fare la differenza nel panorama dell’innovazione europea, posizionando Roma e il Lazio tra i principali hub di ricerca e sviluppo del continente.

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