il Friuli Venezia Giulia in piazza per il lavoro

Un’onda di partecipazione ha attraversato il Friuli Venezia Giulia, portando in strada circa 10mila persone unite da un unico, potente grido: restituire dignità al lavoro. Da Trieste a Cervignano, passando per Pordenone e Gradisca, le piazze regionali sono tornate a farsi sentire con forza, chiedendo risposte immediate su salari, sicurezza e lotta al precariato.
A guidare la protesta è Michele Piga, segretario generale della Cgil Fvg, che dalla manifestazione nazionale di Marghera ha lanciato un monito durissimo. “Da queste piazze sale un messaggio chiaro: democrazia significa partecipazione e valorizzazione del lavoro”, ha dichiarato Piga. Secondo il segretario, la dignità dei lavoratori è oggi “calpestata dalla mancanza di sicurezza e dalle morti sul lavoro che continuano a insanguinare il Paese, oltre che da salari troppo bassi per garantire una vita dignitosa”.
“Fedriga abbia coraggio”
Nel mirino del sindacato c’è innanzitutto il Decreto Lavoro varato dal Governo, definito da Piga come “del tutto insufficiente” per contrastare la perdita di potere d’acquisto che sta erodendo i risparmi di famiglie e lavoratori. Ma l’affondo non risparmia nemmeno i vertici locali. Il segretario della Cgil ha infatti chiamato in causa direttamente il Governatore Massimiliano Fedriga: “Il presidente abbia coraggio, ascolti queste piazze e affronti da subito la discussione sul protocollo regionale sugli appalti. Per garantire servizi di qualità ai cittadini si deve partire dalla qualità del lavoro, dei salari e della sicurezza di chi quel lavoro lo svolge”.
Richiesta di pace
A dare colore e ulteriore spessore ai cortei sono stati i tantissimi striscioni arcobaleno. La richiesta di pace, legata indissolubilmente a quella del benessere sociale, ha caratterizzato le manifestazioni di Trieste (con quasi 5mila partecipanti) e Cervignano (circa quattromila). Proprio a Cervignano, Nicola Marongiu, responsabile dell’area contrattazione della Cgil nazionale, ha sottolineato come l’instabilità globale stia aggravando la crisi economica interna: “Gli aumenti non colpiscono più solo l’energia, ma pesano pesantemente anche sulla spesa alimentare”. Tuttavia, secondo Marongiu, il problema è strutturale e va oltre l’emergenza dei conflitti. “Siamo di fronte a un problema enorme legato alla diffusione del precariato e del part-time involontario”, ha spiegato il dirigente nazionale. I dati sull’inflazione del biennio 2023-2024 hanno infatti dimostrato che i rinnovi contrattuali finora siglati non bastano a coprire il costo della vita. La ricetta del sindacato è chiara: servono misure urgenti a sostegno della contrattazione, a partire dalla proroga della detassazione degli incrementi salariali. La giornata si chiude con un segnale di vitalità democratica che mette sotto pressione la politica locale e nazionale, chiedendo che il lavoro torni a essere il pilastro centrale dell’agenda di governo.
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