Veneto

il Comune intitola una piazza al primo deceduto dell’inchiesta, Antonio Benvegnù

Una piazza nel cuore di Mandriola, pensata per far incontrare le persone, creare relazioni e rafforzare il senso di comunità. E una piazza dedicata a una persona che nel cuore della frazione è rimasta anche a distanza di molti anni: Antonio Benvegnù, per tutti Carlo, concittadino di Albignasego, morto nel 2003 e diventato suo malgrado il primo paziente deceduto nella drammatica vicenda delle cosiddette “valvole killer”. È questo il significato della nuova piazza realizzata nei pressi della chiesa di Mandriola, che sarà inaugurata domenica 6 settembre alle 18.30. Un nuovo spazio pubblico che nasce da un intervento di rigenerazione urbana, ma porta con sé anche una storia profondamente legata alla comunità, dove ancora oggi vive la famiglia di Carlo. Una storia dolorosa, quella di Antonio Benvegnù, che per la moglie Margherita e la figlia Caterina ha significato anche una lunga battaglia durata vent’anni, ma che oggi Mandriola ha scelto di trasformare in memoria positiva e condivisa, legandola a un luogo destinato alla quotidianità, alle famiglie e alle nuove generazioni. A scegliere il nome della piazza sono stati infatti direttamente i cittadini.

Antonio Benvegnù morto nel 2003

L’amministrazione comunale ha promosso un contest per individuare l’intitolazione del nuovo spazio e la proposta dedicata ad Antonio Benvegnù ha raccolto un consenso nettamente superiore alle altre, nell’ambito di una delle consultazioni più partecipate dalla cittadinanza. Un risultato che racconta, prima ancora dei numeri, quanto il ricordo di Carlo sia ancora vivo nella frazione. La nuova piazza vuole così tenere insieme memoria e futuro: da una vicenda difficile nasce un luogo aperto, positivo, destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per la vita di Mandriola. Fontane, panchine e spazi pensati per la quotidianità restituiscono infatti alla frazione un luogo dove incontrarsi, fermarsi e stare insieme, all’interno di un più ampio percorso di trasformazione e valorizzazione urbana.

La cerimonia di inaugurazione sarà preceduta dalla benedizione della nuova piazza. Presenzierà l’amministrazione comunale, l’assessore regionale Filippo Giacinti e ovviamente la famiglia di Antonio Benvegnù. «Per una frazione come Mandriola – ha detto il sindaco Valentina Luise – avere una piazza significa avere un cuore, un luogo riconoscibile dove la comunità possa incontrarsi e costruire relazioni».

«Il fatto che il nome di Antonio Benvegnù sia emerso con una partecipazione così forte è il segnale più autentico di quanto Carlo sia ancora presente nella memoria della comunità – ha aggiunto Giacinti – dedicargli un luogo di incontro significa trasformare una pagina dolorosa in qualcosa che guarda avanti e restituisce alla comunità il ricordo della persona, prima ancora della vicenda che l’ha resa suo malgrado conosciuta».

A dare all’intitolazione un significato ancora più personale sono le parole della famiglia Benvegnù. «Dopo ventiquattro anni in cui la figura di mio padre è stata associata unicamente a una dolorosa vicenda giudiziaria, finalmente gli restituiamo il ricordo felice e commosso che merita – ha puntualizzato Caterina Benvegnù – intitolargli una piazza, luogo comunitario e inclusivo per eccellenza, significa custodire la memoria di una persona speciale e continuare a trasmetterne l’eredità umana. Significa, soprattutto, trasformare una vicenda personale in un patrimonio di memoria collettiva».


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