Il Codice da Vinci, le location storico-culturali del film tra Parigi, Londra e la Scozia
Parigi, Londra e la Scozia. Sono queste le tre grandi tappe geografiche de Il Codice da Vinci, il thriller diretto da Ron Howard nel 2006 e interpretato da Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Paul Bettany e Jean Reno. La pellicola segue Robert Langdon e Sophie Neveu in una corsa contro il tempo tra opere d’arte, chiese, criptex e antichi misteri, ma proprio i luoghi hanno un ruolo quasi pari a quello dei protagonisti. La curiosità più interessante è che non tutto ciò che appare sullo schermo è realmente ciò che sembra. Alcuni edifici sono autentici, altri sono stati sostituiti da monumenti molto simili e diversi interni sono stati ricostruiti negli studi britannici. Alla fine si tratta di un viaggio cinematografico attraverso l’Europa, nel quale realtà e finzione si sovrappongono continuamente.
Il viaggio comincia e, in qualche modo, finisce al Museo del Louvre di Parigi, uno dei luoghi più celebri del mondo dell’arte. È qui che viene trovato il corpo del curatore Jacques Saunière e da qui prende avvio l’indagine di Langdon. Il Louvre concesse alla produzione la possibilità di girare alcune sequenze direttamente all’interno del museo, una circostanza tutt’altro che ordinaria per una grande produzione cinematografica. La presenza del museo è inoltre perfettamente coerente con la trama: il palazzo parigino custodisce infatti una straordinaria concentrazione di capolavori, tra cui la Gioconda di Leonardo da Vinci, fondamentale nell’enigma raccontato dal film.
Per le riprese non fu però possibile illuminare l’originale con le apparecchiature cinematografiche: venne quindi utilizzata una riproduzione della Monna Lisa. Oggi il dipinto si trova nella Salle des États, nella sua celebre teca protettiva, ed è uno dei principali simboli del museo. Anche altre immagini riconducibili a Parigi furono realizzate nella capitale francese, tra ponti, strade e piazze. Il Pont du Carrousel, il Pont de l’Archevêché, Rue Saint-Georges e Place Saint-Georges contribuiscono a trasformare la città in un vero labirinto narrativo.
Tra le location più affascinanti c’è la chiesa di Saint-Sulpice, nel VI arrondissement. L’edificio reale è uno dei grandi monumenti religiosi di Parigi e domina l’omonima piazza. Nel romanzo e nel film è associato alla cosiddetta Linea della Rosa e alla ricerca della misteriosa chiave di volta. Qui, però, il cinema ha dovuto intervenire pesantemente. La produzione non ottenne il permesso di girare negli interni della chiesa: la sequenza fu quindi ricreata e completata attraverso set e lavorazioni digitali. Gli esterni, invece, appartengono al vero edificio parigino.
È uno degli esempi più interessanti del metodo utilizzato da Ron Howard: partire da un luogo reale e trasformarlo, quando necessario, attraverso scenografie e tecnologia. La residenza di Leigh Teabing, lo studioso interpretato da Ian McKellen, è il Château de Villette, a Condécourt, nel dipartimento della Val-d’Oise, a nord-ovest di Parigi. L’edificio reale è una raffinata dimora storica circondata dal paesaggio rurale dell’Île-de-France e conserva quell’atmosfera aristocratica perfetta per il personaggio.
Il film, tuttavia, non utilizza la residenza in maniera esclusiva: alcune ambientazioni interne attribuite a Château Villette furono ricreate o girate in Inghilterra, soprattutto a Burghley House. Una delle trasformazioni cinematografiche più sorprendenti riguarda Castel Gandolfo, la residenza estiva dei papi. Sullo schermo sembra di trovarsi nei pressi di Roma, ma le immagini arrivano dall’Inghilterra. Le riprese aeree furono realizzate a Belvoir Castle, nel Leicestershire, mentre altre parti della residenza pontificia vennero ricostruite utilizzando Burghley House, nel Lincolnshire. Quest’ultima è una delle grandi dimore aristocratiche inglesi e venne sfruttata dalla produzione anche per altre ambientazioni.
Il caso di Burghley è emblematico: lo stesso edificio riesce a rappresentare luoghi completamente diversi, dimostrando quanto la geografia cinematografica possa essere manipolata. E Westminster Abbey? Solo in parte. Quando Langdon e Sophie arrivano a Londra, la storia li conduce verso Westminster Abbey, uno dei monumenti più importanti della capitale britannica, luogo delle incoronazioni dei sovrani inglesi e di numerose sepolture illustri. Ma il pubblico non vede sempre la vera abbazia. Gli esterni sono quelli autentici, mentre per gli interni la produzione dovette cercare altrove perché Westminster Abbey non concesse l’autorizzazione alle riprese. La principale sostituta fu Lincoln Cathedral, nel Lincolnshire, monumentale esempio di architettura gotica medievale. Qui furono girate alcune delle sequenze più importanti ambientate nella presunta abbazia londinese. La produzione utilizzò in particolare i chiostri e la Chapter House.
Anche Winchester Cathedral, nell’Hampshire, venne utilizzata per altre scene. Il monumento, fondato nel Medioevo e caratterizzato da una delle navate gotiche più lunghe d’Europa, finì così per prestare la propria identità architettonica a una delle location più importanti della storia. A Londra c’è invece un edificio che non ha bisogno di sostituti: la Temple Church, utilizzata direttamente dal film. La chiesa risale al XII secolo ed è legata alla storia dei Cavalieri Templari. La sua caratteristica struttura circolare richiama il Santo Sepolcro di Gerusalemme, elemento che la rende particolarmente suggestiva per una storia costruita proprio intorno ai Templari e ai loro presunti segreti.
La scelta appare quindi particolarmente efficace dal punto di vista cinematografico: la scenografia non deve inventare nulla, perché l’edificio possiede già l’aura misteriosa richiesta dalla storia. Il viaggio termina in Scozia, a Rosslyn, nel Midlothian, poco distante da Edimburgo. Qui si trova la Rosslyn Chapel, costruita nel XV secolo e famosa per la straordinaria ricchezza delle sue decorazioni scolpite.
È la location che più di tutte unisce realtà letteraria e cinematografica: Dan Brown aveva già scelto Rosslyn come punto culminante del romanzo e Ron Howard mantenne questa ambientazione anche nel film. Gli interni furono effettivamente utilizzati per le riprese, mentre per alcune immagini esterne venne impiegato anche un modello della cappella, perché l’edificio era interessato da lavori di conservazione. Non lontano dalla cappella compare inoltre Rosslyn Castle, utilizzato per le sequenze legate alla famiglia di Sophie. Il paesaggio scozzese conferisce al finale un’atmosfera completamente diversa rispetto alla Parigi monumentale dell’inizio.
C’è infine una location meno immediata: Malta. Alcuni flashback legati al passato di Silas furono girati sull’isola, sfruttandone l’architettura storica e il paesaggio mediterraneo. Malta, con le sue città fortificate, le chiese barocche e le testimonianze dell’Ordine di San Giovanni, possiede del resto un patrimonio perfettamente adatto alle atmosfere storico-religiose del film.
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