Calabria

Il caso “El Sombrero” sulla spiaggia di Soverato: «Stop ai processi social»

Le scuse restano, l’errore viene riconosciuto, ma da qui a trasformare una reazione sopra le righe in una sentenza sull’intera vicenda ce ne passa. È questo, in sintesi, il punto dal quale ripartono i legali di Arturo Abruzzo, titolare dello stabilimento balneare El Sombrero, finito al centro di un caso che da Soverato ha rapidamente superato i confini regionali. La vicenda è esplosa dopo la denuncia di alcuni clienti che sostenevano di aver trovato occupata da altri bagnanti una postazione presa per l’intera stagione. Una situazione frutto di un accordo, aveva sostenuto il titolare del Sombrero restituendo al mittente le accuse. Il caso è diventato rapidamente mediatico dopo un video che aveva come protagonista Abruzzo, le cui modalità e i cui toni hanno suscitato polemiche fino a raggiungere una dimensione nazionale. Abruzzo ha poi riconosciuto l’inopportunità della propria reazione e chiesto scusa, mentre resta controversa la ricostruzione dei fatti che ha originato lo scontro.
Dopo giorni di polemiche, video, commenti e prese di posizione, sono i difensori dell’imprenditore – gli avvocati Eugenio Felice Perrone e Sara Spanò – a chiedere che la vicenda venga riportata «entro i confini della correttezza e dell’accertamento dei fatti». Nessun tentativo di giustificare i toni utilizzati durante il confronto ormai virale. Su questo punto la posizione è netta: Abruzzo «ha riconosciuto l’inopportunità della propria reazione e ha chiesto scusa».
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