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IA, la usa il 94% degli studenti: l’84% per studiare, il 53% anche per confidarsi. L’indagine INDIRE su oltre 5mila ragazzi

L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nella quotidianità degli studenti italiani. Il 94% dichiara di utilizzare strumenti di IA e il 62% lo fa almeno una volta alla settimana.

Ancora più significativo, sul fronte scolastico, è il dato relativo allo studio: l’84% utilizza questi strumenti anche per attività didattiche, dalla scrittura alla matematica fino allo svolgimento degli esercizi.

Sono alcuni dei risultati dell’indagine nazionale “Io e l’Intelligenza Artificiale”, promossa da INDIRE e Festival dell’Innovazione Scolastica e presentata al Senato. La ricerca ha coinvolto 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado appartenenti agli istituti della rete del Festival che hanno aderito alla rilevazione.

Il 94% usa l’IA, il 62% almeno ogni settimana

La diffusione dell’intelligenza artificiale tra gli studenti appare ormai molto ampia.

Il 94% dichiara di utilizzare strumenti di IA, mentre il 62% vi ricorre almeno settimanalmente. In alcuni istituti, inoltre, tra il 70 e l’80% degli studenti segnala un utilizzo quasi quotidiano delle tecnologie digitali, intelligenza artificiale compresa.

La maggioranza, il 77%, utilizza le versioni gratuite dei servizi disponibili.

L’84% la utilizza anche per studiare

Uno dei dati più rilevanti riguarda direttamente l’attività scolastica.

L’84% degli studenti dichiara infatti di utilizzare l’intelligenza artificiale anche per studiare. Gli strumenti vengono impiegati in diversi ambiti: italiano, matematica, scrittura e svolgimento di esercizi.

Il dato mostra come l’IA non rappresenti più soltanto una tecnologia da sperimentare, ma sia già entrata nelle modalità con cui molti studenti affrontano quotidianamente compiti e attività di apprendimento.

Il 53% la usa anche per sfogarsi o affrontare problemi personali

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non si limita però allo studio.

Il 53% degli studenti dichiara di averla utilizzata almeno una volta per sfogarsi o affrontare un problema personale. Il fenomeno risulta particolarmente presente tra le ragazze e gli studenti più giovani.

Un dato che apre anche una riflessione sull’uso dell’IA non più soltanto come strumento operativo o scolastico, ma come interlocutore al quale rivolgersi in momenti di difficoltà o per questioni personali.

Il 44% teme di pensare meno con la propria testa

Accanto alla diffusione degli strumenti emerge anche una certa consapevolezza dei possibili rischi.

Il 44% degli studenti teme che l’intelligenza artificiale possa portarlo a pensare meno con la propria testa, mentre il 26% indica nella perdita del senso critico uno dei principali rischi per il futuro. Il 54% ritiene inoltre che l’IA debba rimanere sotto il controllo umano.

Il “paradosso della fiducia”

L’indagine mette in luce anche quello che i ricercatori definiscono “paradosso della fiducia”.

Gli studenti che dichiarano di fidarsi completamente dell’intelligenza artificiale e, all’estremo opposto, quelli che affermano di non fidarsene affatto tendono a verificare meno le informazioni ricevute.

Sono invece gli studenti che mantengono una posizione intermedia, caratterizzata da una fiducia moderata, a effettuare più frequentemente controlli e verifiche.


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