“I detersivi mi fanno male”, giudice vieta l’utilizzo dei prodotti
In un condominio nel centro di Bari il Tribunale civile ha vietato in via di urgenza l’uso di vernici, detergenti e ammorbidenti profumati per il bucato, perché nocivi per la salute di una inquilina affetta da una vasculite autoimmune con sensibilità chimica multipla, cioè una particolare sensibilità a determinate sostanze chimiche. Il decreto emesso dal giudice “inaudita altera parte” (l’udienza di discussione nel contraddittorio delle parti sarà il 9 luglio) costituisce l’epilogo di un contenzioso tra la donna e il condominio che va avanti da almeno un decennio e che ha attraversato anche le aule della giustizia penale.
Il 15 giugno scorso, infatti, è stato archiviato il procedimento a carico di due condomini e dell’amministratore di condominio, accusati di aver violato l’ordinanza comunale, risalente al 2012, che prescriveva misure igienico-ambientali da osservarsi nelle parti comuni del palazzo, mediante limitazioni all’utilizzo di determinate sostanze chimiche contenute in detergenti, disinfettanti, vernici ed altri prodotti di uso comune. La donna aveva denunciato che i condomini lasciavano sul pianerottolo rifiuti, cartoni e buste, nonché stracci imbevuti di disinfettanti e salviette profumate utilizzate per la pulizia del cane.
Dieci giorni dopo l’archiviazione penale, la donna ha ottenuto dal giudice civile un nuovo provvedimento che impone, tra le altre cose, “l’immediata cessazione dell’uso di tutte le sostanze chimiche vietate dall’ordinanza sindacale” e “l’immediata adozione di un protocollo di gestione e pulizia delle parti comuni conforme ai divieti imposti”. Nel decreto, il Tribunale ricorda “che a causa della sua condizione, la vita della signora è confinata al suo appartamento, che rappresenta il suo unico rifugio. Tuttavia, da anni, tale rifugio è reso invivibile dalle continue e illecite immissioni di sostanze chimiche provenienti dalle parti comuni e dagli appartamenti dei vicini”. I condomini citati in giudizio, fa sapere la difesa, rappresentata dall’avvocato Nicola Quaranta (Studio Tmdplex), “sono ancora una volta vessati dalle iniziative giudiziarie della condomina che ha reso la vita dell’intero condominio invivibile dentro e fuori lo stabile” e contesteranno le accuse anche in sede civile.




