I comitati dell’Alta Valpolcevera si uniscono e rilanciano: “Delusi dalla politica, ora tavoli permanenti per il territorio”

Genova. Attraverso un comunicato ufficiale è stata annunciata la costituzione del Coordinamento dei comitati uniti dell’Alta Valpolcevera, una nuova realtà civica nata “per dare voce unitaria alle esigenze di una vallata che chiede risposte concrete alle istituzioni”. L’iniziativa ha preso forma lo scorso 21 aprile durante un incontro che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di alcuni comitati territoriali decisi a strutturare una sinergia operativa permanente. L’unione fa la forza.
Il gruppo raccoglie una vasta rete di realtà locali tra cui i comitati di Pontedecimo, San Biagio e Gaiazza, Morego-Morigallo, Non Solo Borgo (via Sardorella a Bolzaneto) e Trasta-Fegino. A questi si aggiungono le rappresentanze di Campomorone e Sant’Olcese, quest’ultimo presente attraverso il Comitato indipendente per Sant’Olcese, oltre alle successive adesioni dei comitati di Alta Valpolcevera, Bolzaneto e San Quirico.
Nella nota diffusa in queste ore, gli aderenti al coordinamento sottolineano la natura extra-politica della loro unione, precisando che l’obiettivo “non è la formazione di una forza partitica, bensì la creazione di un organo di pressione civica capace di agire come catalizzatore per proposte progettuali volte alla rinascita della vallata”.
Il documento diffuso dal coordinamento rinnova le critiche portate avanti dai singoli territorio alla politica e all’inerzia istituzionale, denunciando anche “il mancato cambio di passo rispetto alle promesse fatte in sede di campagna elettorale” a un anno dall’insediamento della nuova amministrazione. Secondo i rappresentanti dei comitati, persiste l’assenza di una visione d’insieme e di un progetto di sviluppo organico, lasciando la Valpolcevera confinata a un ruolo di polo di servitù e smaltimento a beneficio del resto della città. Le critiche si concentrano su carenze storiche mai risolte, come una viabilità definita critica e inefficiente, un trasporto pubblico locale giudicato insufficiente e una mancanza generalizzata di quei servizi primari essenziali per la quotidinità dei residenti.
Il coordinamento però rilancia, avanzando diverse proposte per ristabilire un dialogo costruttivo con la politica. Nello specifico, viene chiesta l’istituzione immediata di tavoli tecnici permanenti che garantiscano la partecipazione attiva dei cittadini nelle scelte strategiche che interessano la valle, insieme a un riconoscimento formale della propria capacità propositiva. L’obiettivo è far sì che le necessità del territorio diventino finalmente “parte integrante della programmazione comunale e metropolitana”. Con l’invito alla partecipazione attiva, il coordinamento ribadisce che “solo attraverso la coesione sarà possibile realizzare il cambiamento necessario, rivendicando il diritto dei cittadini a non essere considerati esclusivamente come un bacino elettorale, ma come attori protagonisti delle fasi decisionali”.




