Ho giocato Blood Message e non credo ai miei occhi: che spettacolo!
Blood Message sembra davvero uno di quei giochi che ti costringono a stropicciare gli occhi, per renderti conto se ciò che stai vedendo è vero. L’avventura singleplayer story-driven sviluppata dal team cinese 24 Entertainment Lin’an, e pubblicata da Netease, è protagonista in questi giorni alla Summer Game Fest 2026, e proprio tra gli stand dell’evento guidato da Geoff Kighley ho potuto giocare per circa mezz’ora a una demo introduttiva. E sì, parliamo di un gioco davvero spettacolare sotto tutti i punti di vista.
Impatto visivo e combattimenti
Sviluppato in Unreal Engine 5, Blood Message colpisce subito per la sua immensa qualità visiva. Tutto, dai modelli dei personaggi alle ambientazioni dettagliatissime, passando per un comparto di animazioni davvero notevole, è curato nei minimi dettagli, con una regia dal forte piglio cinematografico.
La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un titolo che vuole ridefinire gli standard grafici con un accento molto marcato sul fattore realismo: i personaggi, d’altronde, sfoggiano un’espressività facciale molto convincente, ed è impressionante notare la qualità degli abiti, i dettagli nella realizzazione di materiali come i tessuti, le armi e le armature sporchi di ruggine e intrise di sangue, la resa di legno e marmo negli edifici, il terreno e la polvere che avvolgono la labirintica e orientaleggiante cittadina di Shazhou. Oltre al colpo d’occhio, Blood Message mette in evidenza un lavoro certosino sulle movenze dei personaggi, sulle animazioni in corsa e in salto, ma soprattutto sulle danze di morte durante i combattimenti: il team si è focalizzato moltissimo sul realismo storico, e questo vale non soltanto per l’affresco culturale dell’Asia centrale dell’800 dC, ma anche per la rappresentazione delle schermaglie. C’è una cura semplicemente pazzesca nei movimenti del protagonista, nel modo in cui scaglia i suoi fendenti contro i nemici, negli impatti fisici e nel modo in cui fendenti, pugni, calci, rotolate, schivate e azioni contestuali rispondono in modo coerente a ciò che accade sul terreno di scontro e agli elementi dello scenario. Il tutto, però, senza mai rinunciare a una discreta dose di spettacolarità.
Immaginate insomma un gioco con la brutalità di God of War, la cura per i dettagli alla The Last of Us e le rocambolesche sequenze action in stile Uncharted: sembra un’esagerazione, ma è palese che Blood Message si ispiri alle migliori avventure narrative singleplayer dell’ultimo decennio, nel tentativo di confezionare un’epopea che cerca comunque una propria forte identità visiva e culturale.

È in fondo semplice l’intelaiatura ludica del gioco: la demo in questione ha proposto una sequenza molto lineare, in cui si avanza da un punto A a un punto B interagendo con l’ambiente per farsi strada tra macerie, abitazioni e tetti, e incappando di tanto in tanto in spettacolari sequenze di combattimento o di fuga. Il combat system di Blood Message, almeno in questo frangente, rinuncia totalmente all’approccio fantasy e si basa su un sistema melee tanto semplice quanto efficace e realistico: un attacco leggero, uno pesante, un comando per la schivata e uno per la parata.
Il tutto al servizio di una messinscena molto cinematografica, persino nei combattimenti: in questo il gioco di 24 Entertainment Lin’an se ne infischia letteralmente del fattore difficoltà e dei classici “nemici spugna”, in favore di un combat system in cui la spettacolarità si sposa con una certa letalità realistica. L’azione è fulminea, e le danze di morte compiute dal protagonista restituiscono al giocatore la sensazione di essere davvero in una schermaglia brutale e caotica. La fisica dei colpi gioca un ruolo fondamentale in questo discorso: un parry ben eseguito o un fendente lanciato in corsa rischia di destabilizzare l’opponente al punto tale da renderlo vulnerabile a una finisher letale.
D’altro canto, anche il giocatore rischia di esporsi a molteplici rischi se subisce troppi attacchi in parata, o se un blocco non viene eseguito con il giusto tempismo: ad essere sbilanciato in questi casi è proprio il protagonista, che una volta finito in terra è ben più esposto alle lame nemiche e rischia di essere sconfitto a sua volta in una manciata di scambi.
In pochi minuti di giocato ho perso il conto di quante animazioni ed esecuzioni contestuali è possibile eseguire in base a diverse opportunità durante i combattimenti: questa demo di Blood Message era peraltro completamente priva di HUD a schermo, ma non mi stupirebbe se anche il prodotto finale presentasse un’interfaccia quanto più minimale possibile. Perché in fondo, con un sistema così spettacolare e una fisica così realistica, elementi come la salute o la stamina o altre statistiche sarebbero quasi superflui.
Dubbi e prospettive future
Ci sono comunque alcuni aspetti di Blood Message che per ora non mi convincono del tutto, e che andranno valutati in occasione di appuntamenti futuri. Partendo proprio dal combat system, sono evidenti alcune incertezze: su tutte la telecamera, che diventa molto confusionaria in occasioni di schermaglie molto concitate e numerose, in termini di personaggi e NPC a schermo.
Vista anche l’assenza di un lock-on (non presente, per ora, forse proprio per accentuare il realismo di cui si parlava pocanzi) in alcune situazioni diventa un po’ difficile leggere bene il terreno di scontro. Inoltre, proprio per la sua natura narrativa e cinematografica, il gioco sembra estremamente lineare, con un avanzamento strutturato perlopiù su lunghi (sebbene bellissimi a vedersi) corridoi, mentre le zone più aperte sembrano essere relegate per ora solo ai combattimenti.
Non convincono del tutto nemmeno le sezioni stealth, perché le coperture non sono precise e le routine comportamentali dei nemici non sempre chiarissime. E questo, in alcuni frangenti, ci ha costretto a far scattare l’allarme anche in condizioni in cui l’approccio furtivo era ancora gestibile.
A questo punto la differenza la farà sicuramente la scrittura, perché in un gioco del genere – non particolarmente impegnativo sul piano dell’esplorazione e del combattimento – servono di sicuro una storia e dei personaggi degni di questo nome. Blood Message comunque non ha ancora una data di uscita e difficilmente lo vedremo sugli scaffali nel corso di quest’anno: c’è ancora molto tempo, insomma, per eventuali accorgimenti di stampo ludico.
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