Guerra in Iran, ultime notizie. «Da Pentagono ordine alle forze armate Usa per eventuale ripresa degli attacchi»
Axios: «Ordine alle forze armate Usa per eventuale ripresa degli attacchi all’Iran»
Il Pentagono ha dato alcuni giorni fa istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) di completare i preparativi per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala contro l’Iran. Lo riporta Axios, citando funzionari Usa. La direttiva non indicava una data specifica per l’avvio degli attacchi e il presidente Donald Trump non ha ancora preso decisioni definitive. Tuttavia, fonti di Usa e Israele hanno affermato che l’azione potrebbe avvenire prima delle midterm di novembre e, forse, prima delle elezioni israeliane di una settimana prima. Nel mirino, obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani.
La ripresa del conflitto nelle prossime 3 o 4 settimane potrebbe influenzare le elezioni di metà mandato Usa, in parte a causa del possibile aumento dei prezzi del petrolio. «Il compito del Dipartimento è elaborare e presentare opzioni militari al Presidente», ha dichiarato un funzionario del Pentagono ad Axios.
Houthi, colpito con un missile balistico l’aeroporto di Riad
Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato oggi di aver colpito il principale aeroporto internazionale della capitale saudita Riad con un missile balistico, ennesimo attacco contro l’Arabia rivendicato dal gruppo sostenuto dall’Iran. La rivendicazione è giunta il giorno dopo che i combattenti antigovernativi avevano annunciato il lancio di una serie di attacchi in Arabia Saudita – costati la vita a tre persone – e dopo che il governo yemenita, sostenuto da Riad, aveva annunciato una vasta controffensiva contro gli Houthi. «Le nostre forze armate hanno colpito con successo l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad utilizzando un missile balistico; il vettore ha centrato l’obiettivo con precisione, causando l’interruzione delle operazioni aeroportuali», ha dichiarato su X il portavoce militare Yahya Saree. È la terza volta in questa settimana che il gruppo rivendica un attacco contro lo scalo. «Ribadiamo il nostro appello e il nostro avvertimento – per l’ultima volta – a tutte le compagnie aeree internazionali affinché non continuino a operare voli attraverso lo spazio aereo saudita», ha aggiunto Saree.

Quando il trauma è ancora vivo — e la paura prende il sopravvento — può accadere che in una guerra, insieme alle persone, muoiano anche le idee considerate incrollabili. Che si sfaldi l’impalcatura di un processo di pace nato nel 1993 e costruito nell’arco di tre decenni, perfino tra coloro che ne erano stati i più ferventi sostenitori.
Il 7 ottobre 2023 non sarà ricordato solo come la più grave strage di ebrei in un solo giorno dai tempi dell’Olocausto. Insieme alle circa 1.200 vittime, tra civili e militari, è morta l’idea israeliana della sicurezza garantita dallo Stato e dall’esercito, da un lato, e la fiducia nella possibilità di arrivare un giorno alla creazione di uno Stato palestinese, dall’altro.
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