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Guerra in Iran, scorte di petrolio destinate alla Cina immuni dal blocco di Hormuz


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Trump respinge proposta su stop 5 anni per arricchimento uranio. Pakistan propone secondo round colloqui a Islamabad con Usa

Pakistan propone secondo round colloqui a Islamabad con Usa

Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco, secondo quanto riferito da due funzionari pakistani.

I funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato perché non autorizzati a discutere la questione con la stampa, hanno affermato che la proposta dipenderà dalla richiesta delle parti di una sede diversa.

Uno dei funzionari ha aggiunto che, nonostante si siano conclusi senza un accordo, i primi colloqui facevano parte di un processo diplomatico in corso e non erano un’iniziativa isolata.

Hezbollah: «Non rispetteremo accordi presi tra Libano e Israele»

Il gruppo militante libanese Hezbollah non rispetterà alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra Libano e Israele negli Stati Uniti, negoziati a cui si oppone fermamente. Lo ha dichiarato – come riporta il The Guardian – Wafiq Safa, membro di alto rango del consiglio politico di Hezbollah, alla vigilia dei colloqui previsti a Washington tra gli ambasciatori libanese e israeliano. Sarà la prima volta in decenni che gli inviati dei due paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si incontreranno faccia a faccia per colloqui diretti.

Scorte di petrolio destinate alla Cina immuni dal blocco di Hormuz

Un’ampia scorta di greggio iraniano a bordo di petroliere già in navigazione e consistenti depositi a terra in Cina forniranno una riserva alle raffinerie indipendenti del Paese qualora un blocco statunitense dello Stretto di Hormuz dovesse interrompere i flussi di petrolio.

Secondo i dati raccolti da Kpler, si trovano circa 38 milioni di barili di petrolio iraniano a bordo di navi nei mari dell’Asia, di cui oltre un terzo ancorate nel Mar Giallo al largo della costa cinese. Le scorte complessive di greggio nella provincia dello Shandong, sede della maggior parte delle raffinerie indipendenti del Paese, note come “teapots”, sono anch’esse aumentate e si avvicinano ai massimi di quest’anno, secondo OilChem.

Le riserve di greggio iraniano stoccate in mare garantiscono alle compagnie petrolifere una fornitura di circa due mesi e mezzo, ha affermato Emma Li, analista di mercato cinese presso Vortexa, con sede a Singapore. Le importazioni cinesi dalla Repubblica Islamica hanno raggiunto il livello record di 1,8 milioni di barili al giorno il mese scorso, ha aggiunto.

Pechino ha recentemente concesso alle compagnie petrolifere quote di importazione di greggio aggiuntive per consentire loro di continuare a produrre carburanti, contribuendo ad attutire l’impatto delle interruzioni delle forniture dal Golfo Persico. Tuttavia, un blocco statunitense prolungato potrebbe complicare questi sforzi per la sicurezza energetica qualora i flussi iraniani dovessero diminuire.

Intanto, nella notte fra lunedì e martedì la petroliera ’Rich Starry’, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l’attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. È quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall’ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell’Oman.

I PORTI E I TERMINAL IRANIANI

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