Gruppo Acquolina cresce, col Donkey’s Bar a Palazzo Dama ha 7 ristoranti a Roma e nel Lazio – Business
– Tra i brand della ristorazione italiana cresce il Gruppo Acquolina che, con la recente apertura del Donkey’s Bar a Palazzo Dama, porta nel centro di Roma il concetto di “fine trattoria”, trasformando la cucina laziale in un’esperienza contemporanea tra ospitalità cinque stelle, cocktail bar e atmosfera cosmopolita. Donkey’s Bar rappresenta un nuovo tassello nell’universo del Gruppo Acquolina, che annovera diverse insegne di successo: Acquolina (due stelle Michelin a Roma), AcquaRoof Terrazza Molinari, Velo, Alto, Al Madrigale (ristorante una stella Michelin a Tivoli) e Li Somari, oltre al management di brand internazionali quali Zuma e BeefBar.
Negli spazi della villa liberty affacciata sul Tevere che ospita Palazzo Dama prende forma una “fine trattoria”: un luogo dove la cucina italiana, con particolare attenzione alla tradizione laziale, incontra una mixology “glocal” con un drink a base di estrazioni delle puntarelle o del basilico riuscendo a ricreare nel calice i sentori di una caprese. L’impostazione gastronomica del Donkey’s Bar porta la firma di Daniele Lippi, chef del bistellato Acquolina, che traduce il patrimonio della cucina italiana e romana in un linguaggio conviviale e immediato, dagli gnocchi ripieni di cacciatora al ferragostano pollo coi peperoni. A guidare operativamente la cucina è il resident chef Giorgio Faga, mentre la supervisione del progetto è affidata a Benito Cascone, brand manager del Gruppo Acquolina.
“Con Donkey’s Bar volevamo costruire un luogo capace di parlare sia alla città sia al pubblico internazionale di Palazzo Dama, mantenendo centrale l’idea di una cucina italiana riconoscibile, conviviale e contemporanea”, sottolinea Andrea La Caita, Managing Director del Gruppo Acquolina. “L’obiettivo – spiega – è portare il concetto di trattoria in un contesto diverso, senza snaturarne autenticità e immediatezza”. I piatti sono proposti in condivisione per accentuare la convivialità e l’esperienza di gusto inclusiva, capace di portare gioia a tavola e superare le barriere di formalità a tavola.
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