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Google Pixel Tag: caratteristiche, prezzo e uscita




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Google ha presentato il suo primo tracker Bluetooth di nuova generazione, il Pixel Tag, pensato per tenere sotto controllo chiavi, portafoglio e bagagli. Non è certo il primo dispositivo di questo tipo sul mercato, ma arriva con alle spalle la rete Find Hub e oltre un miliardo di dispositivi Android pronti a dare una mano in caso di smarrimento. Tra materiali resistenti, batteria che dura un anno e funzioni pensate per proteggere la privacy di chi lo usa (e anche di chi gli sta vicino), il Pixel Tag prova a mettere ordine in un segmento dove la concorrenza non manca. Vediamo nel dettaglio come funziona, cosa lo differenzia e quanto costerà.

Inoltre, vi ricordiamo che sono stati lanciati anche i nuovi smartphone della famiglia Pixel 11 e lo smartwatch Pixel Watch 5.

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Pixel Tag – Video Anteprima

Abbiamo provato con mano il nuovo Pixel Tag e ve lo mostriamo da vicino nel video breve che trovate in basso.

Pixel Tag: Caratteristiche tecniche

  • Dimensioni: larghezza 2,8 cm, altezza 4,6 cm, profondità 0,5 cm
  • Peso: 11,3 grammi con batteria (8,5 grammi senza batteria)
  • Materiali: policarbonato e metallo
  • Confezione: 100% priva di plastica
  • Colori: Fog (unico colore disponibile)
  • Resistenza ad acqua e polvere: certificazione IP67 secondo lo standard IEC 60529 (profondità massima 1 metro, fino a 30 minuti)
  • Connettività: Bluetooth Channel Sounding, Ultra Wideband per la localizzazione di precisione
  • Batteria: pila a bottone CR2032, sostituibile dall’utente, durata oltre un anno
  • Compatibilità: smartphone Android con versione 9 o successiva
  • Sensori: accelerometro
  • Audio: altoparlante integrato
  • Garanzia: 1 anno
  • Contenuto della confezione: Google Pixel Tag

Pixel Tag non è il solito tracker

Google descrive il Pixel Tag come un dispositivo resistente, e i materiali scelti sembrano confermarlo: la scocca è in acciaio inossidabile, pensata per resistere a flessioni e crepe. A questo si aggiunge la certificazione IP67, che garantisce protezione da acqua e polvere.

Chi tiene le chiavi in tasca insieme a monete e altri oggetti apprezzerà probabilmente questa scelta, visto che i tracker più economici tendono a graffiarsi o a incrinarsi con facilità.

Va detto però che la certificazione IP67, per stessa ammissione di Google, non è una condizione permanente: si riduce con l’usura e non protegge da cadute o urti ripetuti.

Il Pixel Tag integra anche un piccolo altoparlante, utile per farlo squillare quando non si ricorda dove sia finito. La funzione interessante è che vale anche al contrario: sul tag c’è un pulsante che permette di far squillare il telefono, comodo per chi perde più spesso lo smartphone che le chiavi.

Sul fronte energetico, Google promette una batteria sostituibile con una durata fino a un anno di utilizzo. Il dato è dichiarato sulla base di un uso medio quotidiano che include riproduzione di suoni e localizzazione di precisione, quindi un utilizzo più intenso potrebbe accorciare questa stima.

La configurazione iniziale sembra pensata per essere rapida: basta tirare la linguetta della batteria e avvicinare il tag a uno smartphone Android con versione 9 o superiore, sfruttando il Fast Pair.

Da lì si può assegnare un nome all’oggetto scegliendo una categoria oppure digitando un’etichetta personalizzata direttamente nell’app Find Hub.

Chi condivide borse, valigie o chiavi di casa con altre persone può inoltre condividere il tag con un massimo di 10 utenti, così da tenere traccia degli stessi oggetti insieme a familiari o coinquilini.

Trova gli oggetti persi senza fare la spia

Il cuore del Pixel Tag è la rete Find Hub, la stessa infrastruttura che Google usa già per localizzare altri dispositivi Android. Aprendo l’app si vede la posizione dell’oggetto su una mappa, e se il tag è nel raggio del Bluetooth basta farlo squillare per ritrovarlo.

Il tag non si ferma allo smartphone: è possibile individuarlo e farlo squillare anche da un Pixel Watch, tramite l’app Find Hub o da browser. Chi possiede i Pixel Buds può invece chiedere direttamente a Gemini di far squillare il tag, senza nemmeno tirare fuori il telefono dalla tasca.

Quando il Bluetooth non basta, entra in gioco la localizzazione di precisione, resa possibile da Ultra-Wideband combinato con il Bluetooth Channel Sounding.

In pratica il telefono mostra indicazioni visive di distanza e direzione, utili per stanare il tag sotto un mucchio di panni o incastrato tra i cuscini del divano. Va precisato che questa funzione richiede un dispositivo Android con supporto Ultra-Wideband, quindi non tutti gli smartphone compatibili con il tag potranno sfruttarla.

Se l’oggetto smarrito è fuori portata, il Pixel Tag si appoggia alla rete crowdsourced di Find Hub, che conta oltre un miliardo di dispositivi Android. È lo stesso principio già visto in altri sistemi di tracciamento concorrenti: più dispositivi ci sono in giro, più aumentano le probabilità di localizzare qualcosa di smarrito in una zona trafficata.

Il punto delicato di questi sistemi è sempre la privacy, e qui Google specifica che le informazioni di posizione condivise dalla rete sono protette da crittografia end-to-end. Una precisazione necessaria, perché un tracker che sfrutta i dispositivi altrui per localizzare oggetti solleva legittimamente il dubbio di chi possa vedere cosa.

C’è poi il rovescio della medaglia di questi dispositivi: il rischio che vengano usati per pedinare qualcuno a sua insaputa. Google ha inserito una protezione per cui il telefono avvisa automaticamente l’utente se rileva che un tag sconosciuto sta viaggiando con lui, spiegando anche come farlo squillare per individuarlo e cosa fare successivamente.

A completare il quadro ci sono i Left Behind alerts, notifiche pensate per evitare di dimenticare un oggetto quando ci si allontana da esso. Anche qui, però, Google stessa avverte che tempistica ed efficacia degli avvisi dipendono dalla connettività di rete e dalle impostazioni del dispositivo, quindi non è una garanzia assoluta.

Quanto costa e quando arriva

Pixel Tag debutterà negli Stati Uniti l’11 novembre 2026, in vendita sul Google Store a un prezzo di 29 dollari per il tag singolo, oppure 99 dollari per la confezione da 4 pezzi. Fare i conti, in questo caso, conviene: il pacco da 4 costa circa il 15% in meno rispetto all’acquisto di quattro tag singoli.

Al momento non conosciamo i prezzi in euro né una data di disponibilità per l’Italia o il resto d’Europa. Speriamo che Google comunichi queste informazioni al più presto.

Sul fronte compatibilità, il Pixel Tag richiede uno smartphone Android con versione 9 o superiore e Bluetooth 6.0 o successivo. Requisiti tutto sommato accessibili, considerando che Android 9 risale al 2018: la fascia di dispositivi compatibili è quindi piuttosto ampia.


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