Emergenza idrica e incendi, dalla Regione in arrivo i ristori ai Comuni per gli interventi urgenti
PIEMONTE – Siccità e incendi non si placano, e servono quindi soluzioni forti e di impatto, che sono già state intraprese. Questo il quadro emerso oggi durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, coordinata dal neo direttore generale della Giunta regionale Angelo Robotto. Erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti degli enti di gestione delle aree protette e le organizzazioni a vario titolo coinvolte nell’emergenza, come Arpa Piemonte.
Arriva più acqua dalla Svizzera
Sul fronte delle risorse idriche arriva un primo risultato dell’interlocuzione avviata dal presidente Cirio e dall’assessore Marnati: è stato infatti incrementato il rilascio di acqua dalla Svizzera. «Avevamo detto che sull’emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d’acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo» dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori all’Ambiente Matteo Marnati, all’Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Protezione civile Marco Gabusi.
Parallelamente si sta lavorando anche sul bacino del Toce, attraverso una valutazione congiunta con Enel, per provare ad aumentare ulteriormente la disponibilità di risorsa in una situazione che resta fortemente critica.
I ristori
L’intenzione della Giunta è inoltre quella di ristorare le spese sostenute dai territori per fronteggiare l’emergenza idrica: «Con le prossime ordinanze saranno individuati gli elenchi degli interventi relativi al servizio delle autobotti che si è reso necessario per il deficit idrico e degli interventi effettuati in somma urgenza dai Comuni interessati, con i relativi importi economici» – proseguono – «Ristoreremo le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti, perché i sindaci che stanno affrontando questa emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco».
È cresciuto infatti il numero di Comuni piemontesi costretti a ricorrere alle autobotti: erano circa 70, sono diventati 109, con oltre 4 mila viaggi effettuati, mentre sono 163 i Comuni che hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, ai quali se ne aggiungono altri 94 ai quali è stata richiesta l’emissione del provvedimento.
Carenza anomala di precipitazioni
Negli ultimi tre mesi – maggio, giugno e luglio – Arpa ha rilevato che le precipitazioni hanno fatto registrare un’anomalia negativa del 55%. Nella prima decade di agosto sono caduti mediamente sul Piemonte 18 millimetri di pioggia, contro una media di 27. Gli indicatori evidenziano una condizione di siccità severa praticamente sull’intero territorio regionale, mentre nella prima decade di agosto le portate dei corsi d’acqua hanno registrato un deficit che, nel dato di sintesi illustrato da Arpa, arriva al -83% rispetto ai valori storici. Un po’ di luce si vede in fondo al tunnel quantomeno; Arpa prevede una probabilità maggiore di temporali e rovesci soprattutto sull’arco alpino a partire dalla prossima settimana.
Copertura economica anche per la gestione degli incendi
Sul fronte incendi boschivi, la Regione ha esteso negli scorsi giorni all’intero territorio piemontese lo stato di emergenza di rilievo regionale. Saranno adottate ordinanze del presidente Cirio che individueranno gli interventi per i quali è stata richiesta la copertura al Fondo regionale di Protezione civile. La copertura potrà riguardare sia gli interventi di assistenza alla popolazione, a partire dal servizio delle autobotti, sia gli interventi disposti in somma urgenza dai Comuni in relazione all’emergenza incendi.
Il presidente della Regione ha ringraziato i Vigili del Fuoco impegnati in questi giorni in un lavoro incessante per proteggere le persone e le case dai roghi: «A loro va la gratitudine di tutto il Piemonte».
Il comandante regionale dei Vigili del Fuoco Alessandro Paola, presente al tavolo, ha riepilogato gli interventi effettuati in queste settimane sui vari fronti, dall’area metropolitana di Torino al Biellese e Vercellese, al Vco e all’Alessandrino. Eventi intensi che hanno richiesto una risposta coordinata con il sistema regionale di Protezione civile e con il Dipartimento nazionale.
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