Jack Nicholson e Keanu Reeves insieme, in tendenza su Netflix, nel film che in pochi hanno visto
Quante volte capita di vedere Jack Nicholson e Keanu Reeves nello stesso film? Esattamente una. E se vi dicessimo che questa gemma del cinema è in tendenza su Netflix e probabilmente non l’avete mai vista, o peggio ancora, l’avete dimenticata nel mare magnum delle uscite degli anni 2000? Something’s Gotta Give – Tutto può succedere, commedia romantica del 2003 diretta da Nancy Meyers, rappresenta un unicum nella filmografia di entrambi gli attori. È l’unico lungometraggio che li vede condividere lo schermo, un dettaglio che già da solo rende il film un pezzo da collezione per qualsiasi cinefilo che si rispetti.
Ma c’è molto di più dietro questa produzione che all’epoca conquistò critici e pubblico, anche se oggi sembra essere scivolata sotto il radar di molti. La trama ruota attorno a Harry Sanborn, un dongiovanni sessantatreenne interpretato da Nicholson che si ritrova, con suo stesso stupore, coinvolto romanticamente con una donna della sua età: Erica Barry, interpretata da una straordinaria Diane Keaton. La scelta di Harry di abbandonare le sue abitudini da eterno playboy per qualcosa di più autentico costituisce il cuore pulsante di una storia che sfida gli stereotipi hollywoodiani sull’amore e l’invecchiamento.
Ed è proprio Keaton a rubare la scena, tanto da essere stata l’unica del cast a ricevere una nomination agli Oscar come migliore attrice protagonista. Un risultato che testimonia la potenza della sua interpretazione in un film dove, sulla carta, il peso specifico di Nicholson avrebbe potuto oscurare chiunque altro. Ma la chimica tra i due protagonisti funziona proprio perché entrambi portano sullo schermo decenni di esperienza, carisma e quella naturalezza che solo i grandi attori sanno padroneggiare. Tutto può succedere uscì nelle sale il 12 dicembre 2003 e ricevette recensioni prevalentemente positive. Su Rotten Tomatoes vanta un 72% di gradimento da parte della critica e un 69% dal pubblico, con un Metascore di 66. Numeri solidi che riflettono l’accoglienza calorosa riservata al film.
Ma se Nicholson e Keaton si prendono giustamente i riflettori, Keanu Reeves merita una menzione particolare. Il suo Julian è un medico giovane, sincero e innamorato che corteggia Erica con una dolcezza disarmante. Reeves dimostra una versatilità che spesso viene dimenticata quando si pensa a lui solo come action hero. La sua performance è un promemoria di quanto l’attore sia naturalmente portato per le commedie romantiche, genere in cui non lavora praticamente più da decenni. Tutto può succedere ci ricorda quando Hollywood sapeva ancora raccontare storie d’amore tra persone mature, con dialoghi intelligenti e senza bisogno di effetti speciali.
Quando attori della statura di Nicholson, Keaton e Reeves potevano riunirsi in un progetto che parlava di relazioni, invecchiamento e seconde possibilità senza sentirsi in dovere di salvare il mondo o fare saltare in aria qualcosa. In un panorama cinematografico sempre più appiattito su formule standardizzate e target demografici ristretti, rivedere questo film è come ritrovare un vecchio amico che pensavamo perduto. Un amico che ci ricorda che il cinema può ancora parlare di noi, della nostra età, delle nostre paure e speranze, senza bisogno di ringiovanirci digitalmente o convincerci che solo i ventenni meritano storie d’amore.
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