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Camera Looks Pixel 11: cos’è e come funziona




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Per anni Google ha inseguito la perfezione tecnica nelle foto dei Pixel: cieli sempre azzurri, volti sempre illuminati, scene notturne pulitissime. Il risultato? Foto impeccabili e tutte uguali, mentre una fetta crescente di utenti compra vecchie fotocamere digitali degli anni 2000 per ottenere qualcosa di più “vero”. Ma c’è una buona notizia: con i nuovi Pixel 11, Google ha deciso di cambiare approccio in modo radicale.

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La nuova funzione si chiama Camera Looks e non è un filtro nel senso tradizionale del termine. Non agisce sull’immagine già elaborata, ma cambia il modo in cui il sensore raccoglie e processa i dati fin dall’inizio, prima ancora che la foto esista come tale.

Isaac Reynolds, responsabile del team fotocamera di Pixel, lo ha spiegato chiaramente in un’intervista a The Verge: “Il divario tra quello che due persone qualsiasi vogliono dalla propria fotocamera sta crescendo in modo drammatico.” Da un lato chi vuole la foto ottimizzata, dall’altro chi cerca qualcosa di più autentico o tradizionale.

Camera Looks nasce per rispondere a entrambi.

Il punto chiave a livello tecnico è questo: la fotografia computazionale dei Pixel processa ogni scatto allo stesso modo e qualsiasi modifica allo stile va fatta a posteriori. Ma se l’immagine è già stata elaborata, non si può tornare indietro. Come dice Reynolds: “Una volta processata in quel modo, non puoi fare di meno. Se c’è un artefatto di fusione, è incorporato. È irreversibile.” Con Camera Looks, invece, le decisioni di stile vengono prese a monte del processo, prima della fusione dei fotogrammi, prima della riduzione del rumore, prima di tutto.

In pratica, alcuni Look fondono meno fotogrammi, lasciando le alte luci leggermente sovraesposte invece di comprimerle. Altri applicano meno nitidezza, lasciando i bordi più morbidi. Tecnicamente le foto sono “peggiori” rispetto allo standard Pixel, ma stilisticamente sono più vicine a quello che molti utenti vogliono davvero.

I Look disponibili hanno nomi come Natural, Editorial, Classic, Velvet, Black Tie e Digi. Quest’ultimo è ispirato alle fotocamere digitali economiche degli anni 2000, quelle con bassa gamma dinamica e alto contrasto che oggi vengono rivendute a centinaia di euro sui mercati dell’usato.

Secondo Google Trends, le ricerche per “digicam” sono cresciute del 500% negli ultimi cinque anni. Anche Canon ha colto il segnale e ha rilanciato nuovamente vecchi modelli per sfruttare il trend. Google ha fatto lo stesso, ma a modo suo.

Reynolds ha anche precisato che i Look sono ispirati alle pellicole fotografiche, non copie di simulazioni specifiche: “Questi sono ispirati alla pellicola. Non direi che sono copie di pellicole. Non vorrei dirvi che questo dovrebbe essere il Kodachrome o qualcosa del genere.” Un dettaglio che conta, perché evita confronti diretti con le simulazioni di Fujifilm, anche se l’ispirazione è evidente.

Ogni Look offre almeno 6 controlli manuali: contrasto, temperatura, tinta, saturazione e altro ancora. Alcuni Look come Black Tie, in bianco e nero, aggiungono persino filtri per rosso, verde e blu che simulano il comportamento delle pellicole in bianco e nero. Reynolds ha raccontato che ci sono stati lunghi dibattiti interni su quanti controlli offrire agli utenti: “Ce ne sono così tanti che ho dovuto fare una riunione di escalation con il mio PM e il mio team UX su quanti controlli ci era consentito inserire.”

Il confronto con Apple è inevitabile. Gli Stili Fotografici di iPhone, introdotti con iPhone 13, offrono solo due parametri: tono e colore. Google va molto oltre, dando accesso anche a impostazioni computazionali come nitidezza e grana, che modificano l’immagine in modo più profondo. È una scelta di complessità consapevole, che premia chi vuole controllare davvero il risultato.

Il Look predefinito si chiama “Original” ed è esattamente quello che i Pixel hanno sempre offerto. Reynolds è convinto che per la maggioranza degli utenti sia ancora la scelta giusta, e lo dice con dati alla mano: “Facciamo studi sugli utenti con grandi campioni, globali, dove controlliamo molto attentamente i dati demografici, e siamo molto fiduciosi che il look originale di Pixel sia quello giusto. Non abbiamo alcun dubbio su questo.” Camera Looks non è quindi un ripensamento, ma un’espansione per chi vuole qualcosa di diverso.

Questa è probabilmente la svolta più interessante nella fotografia mobile degli ultimi anni: non aggiungere più megapixel o più AI, ma dare agli utenti il controllo su quanto AI vogliono nelle loro foto.

Resta da vedere se il pubblico saprà apprezzarla, o se la maggioranza rimarrà sull’Original senza mai esplorare il resto.

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