Scienza e tecnologia

Glovo si integra con ChatGPT e Claude, ma quando c’è da pagare non è tutto così lineare

Ordinare la cena o cercare un regalo dell’ultimo minuto parlando con ChatGPT o Claude come se fosse un amico: è questa l’idea di Glovo con il suo nuovo Shopping Assistant, integrazione appena annunciata con le due piattaforme AI più usate del momento. Non è fantascienza, ma è anche meno rivoluzionario di quanto sembri a prima vista.

Il funzionamento è semplice: dopo aver collegato l’app Glovo a ChatGPT o Claude tramite plug-in, basta digitare @glovo seguito dalla propria richiesta in linguaggio naturale. Qualcosa come “regalo dell’ultimo minuto per un amante del caffè sotto i 50 euro” e l’assistente cerca tra i negozi disponibili nella tua zona, verifica la disponibilità e restituisce un carosello con fino a cinque opzioni, complete di immagine, nome del prodotto, dettagli del negozio, valutazioni e prezzo.

C’è però un dettaglio che vale la pena sottolineare: la ricerca avviene dentro ChatGPT o Claude, ma il pagamento no.

Cliccando su “Visualizza su Glovo” si viene rimandati all’app o al sito di Glovo per completare l’acquisto. Non è un flusso completamente integrato, ma un ponte tra due esperienze separate, e dato che a fare da ponte è Glovo stesso, l’ultima parola è la sua.

L’idea del commercio conversazionale è senz’altro uno dei prossimi passi dell’IA: invece di navigare tra categorie e filtri, esprimi quello che vuoi e l’AI fa il lavoro sporco. Il limite, sta nel grado di controllo che vogliamo dargli e nella qualità dei risultati, che se vanno verificati a mano vanificano l’essenza stessa dell’aiuto. Vedremo se nel tempo l’integrazione diventerà davvero seamless, oppure resterà un esperimento di nicchia per chi ama provare le ultime novità AI.

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