Emilia Romagna

“Gli attestati dei corsi di massaggio non hanno valore”, docente assolta dalle accuse di truffa e falso


Si è risolta con un’assoluzione piena la vicenda processuale di una 45enne dell’entroterra riccionese accusata di aver intascato diverse migliaia di euro creando anche un danno d’immagine quantificato in 400mila euro all’azienda che organizzava dei corsi professionali di massaggio. La donna, assistita dall’avvocato Massimo Campana, era finita sul banco degli imputati in quanto ritenuta responsabile di essersi intascata tutti i soldi pagati dagli aspiranti massaggiatori per frequentare i suoi corsi ma che, allo stesso tempo, avrebbe fornito anche delle false certificazioni per attestare la loro partecipazione. Il giudice monocratico del Tribunale di Rimini, infatti, alla luce del risarcimento da parte della 45enne delle somme intascate ai danni dell’azienda l’ha assolta dall’accusa di truffa. Capitolo a parte, invece, per gli attestati rilasciati ai corsisti ritenuti dal magistrato privi di qualsiasi valore legale e riclassificati in “falso in scrittura privata”, reato che è stato abrogato.

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Secondo quanto emerso, la denuncia era partita da una scuola di massaggio professionale con la quale l’imputata collaborava come docente esterna. In particolare, la 45enne teneva per la società dei corsi professionali al termine dei quali veniva rilasciata una certificazione ai partecipanti. Secondo l’accusa, la docente riceveva dai corsisti il denaro per la formazione ma, invece di girarli alla società che li organizzava, convinceva i partecipanti a versarli sul suo conto corrente per poi trattenerli senza girarli alla scuola. Sono almeno 5 i partecipanti che avrebbero pagato direttamente la docente per un importo pari a 6500 euro. Oltre a questo, aggiunge l’azienda, ci sarebbero state anche le certificazioni rilasciate dalla 45enne che attestavano la frequenza ai corsi senza che la scuola ne sapesse niente.

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Nel corso del dibattimento il reato di cui era accusata la docente, appropriazione indebita, è stato riqualificato come truffa con la 45enne che aveva provveduto a risarcire i corsisti con la difesa che aveva chiesto quindi l’assoluzione nonostante il parere contrario della scuola costituitasi parte civile. Restava comunque in piedi l’accusa per il danno d’immagine subìto dall’azienda che organizza i corsi e quantificato in 390mila euro.


Doveva fare dei corsi professionali di massaggio, la docente accusata di aver trattenuto i soldi delle iscrizioni
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