Marche

Giuseppe Pieroni, Romano Cerquetti e mamma Ettorina


PORTO SANT’ELPIDIO Tre morti nella tragedia di via Trentino ieri. Tre vite spezzate nella palazzina sventrata dall’esplosione provocata da una fuga di gas. Due nuclei familiari distrutti, vivevano in due locali separati e affiancati. Il primo corpo recuperato è stato quello di Giuseppe Pieroni, 47 anni, informatico, trovato sotto le macerie all’alba, senza un graffio, la deflagrazione lo ha ucciso all’istante. Era figlio unico, viveva con i genitori, entrambi estratti vivi e ricoverati in ospedale. La madre, Vittoria Lanciotti, 70 anni, è all’ospedale di Fermo e oggi sarà dimessa: è uscita tutta insanguinata ma camminava, si reggeva sulle sue gambe, sorretta dai soccorritori. Il marito, Salvino Pieroni, 87 anni, è ricoverato all’ospedale Torrette di Ancona ed è purtroppo in condizioni critiche.

 

Le lacrime

«Quel figlio era tutto quello che avevano» confida tra le lacrime una cara amica di famiglia, temendo che il dolore possa travolgere i due anziani più della stessa esplosione. Giuseppe era molto conosciuto nel quartiere di Marina Picena. Come gli altri, abitava lì dalla nascita e tutti lo descrivono come una persona amabile, solare, carattere mite, equilibrato, sorridente e sempre disponibile. Lavorava nell’informatica, aveva un negozio a Fermo, vendeva computer, device, hardware e software. Era un grande appassionato di biciclette, delle mountain bike, gli piacevano i percorsi natura, la montagna, l’entroterra e usciva spesso con gli amici su due ruote.

Da ragazzo frequentava il circolo Arci di Marina Picena. Sul suo profilo Facebook c’è una citazione di Seneca insieme alla foto del profilo: «Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza». Parole che oggi suonano come un contrappunto amaro. Le altre due vittime sono madre e figlio: Ettorina Paccapelo, 90 anni, e Romano Cerquetti, 60 anni. Vivevano insieme e per loro non c’è stato scampo. L’anziana è stata estratta dalle macerie nel primo pomeriggio, era sepolta sotto calcinacci, pietre e travi. Il corpo è stato trovato dopo ore e ore ininterrotte di scavi e ricerche con i cani impegnati a fiutare tra le macerie calde. Ettorina era una donna riservata, una vita trascorsa tra casa, famiglia e lavoro.

Operaia

Aveva lavorato per anni come operaia nel settore calzaturiero, poi la pensione, la casa, le abitudini di sempre. Una presenza discreta, conosciuta da tutti nel vicinato. Romano era stato trasportato d’urgenza al Torrette ma non ce l’ha fatta, il suo cuore ha retto per ore e poi ha ceduto per le ferite riportate. Anche i Cerquetti erano una famiglia conosciuta e benvoluta. Anche lui come la madre, era una persona discreta, vita di routine e dedizione totale all’anziana. I Cerquetti sono conosciuti come una famiglia di imprenditori calzaturieri, avevano l’attività sotto casa ed erano tra le famiglie di imprenditori negli anni del boom. Piccoli artigiani, una vita di lavoro in fabbrica. Nel pomeriggio è arrivato il fratello di Romano, che vive nell’entroterra del maceratese, è stato visto aggirarsi a lungo tra le macerie, ha osservato a lungo ciò che restava della casa, senza riuscire a dire una parola.




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