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Giornata mondiale degli animali negli allevamenti: tutte le battaglie

Roma, 2 ott (Adnkronos) – “Il programma si scrive con l’alleanza, sapendo bene che in quella discussione bisogna essere inclusivi ma anche che uno non è che vale uno. A noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnati con fatica, sudore e impegno a convincere le persone una per una e che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze politiche alle europee, alle regionali e alle comunali”. Così la segretaria dem Elly Schlein alla Direzione del Pd.

“Voglio solo fare una domanda, se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Partito democratico al 14% dei sondaggi, quindi seconda forza di opposizione, pensate che avremmo avuto lo stesso dibattito oggi? Io penso di no. Generosi sì – puntualizza -, ingenui no. E vorrei essere ancora più chiara. In qualsiasi altro paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più: non è egemonia, è democrazia”.

Quindi “prima il programma comune, poi la guida perché chi guida deve guidare l’intera alleanza non soltanto il suo partito”.

“Oggi la coalizione esiste, siamo in grado di battere le destre e si sono superati steccati e diffidenze. Abbiamo smentito chi guardava con scetticismo al lavoro di cucitura e dialogo, il cammino non è compiuto del tutto ma l’alternativa è già concreta e al lavoro”, continua Schlein.

E ancora: “Siccome sono giorni che leggo ricostruzioni fantasiose su questo vorrei chiarire un punto: noi siamo pronti, possiamo partire anche subito. Basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli”.

“Mi spiego meglio: il programma va affinato insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nei territori, con tutti coloro che vogliono contribuire a costruire l’alternativa – aggiunge -. E per noi è irrinunciabile che questo percorso, come ho sempre detto in questi mesi non si faccia chiusi nelle stanze dei partiti, ma si faccia tra le persone a confronto con il terzo settore, il mondo produttivo e sindacale”.

“Io ho proposto agli alleati a novembre dell’anno scorso 2025 dopo le regionali, un grande percorso di ascolto fatto insieme attraverso il paese. Legittimamente c’è chi ha annunciato un proprio percorso che si è concluso solo a settembre di quest’anno. Noi il nostro l’abbiamo fatto a febbraio, per essere pronti già il giorno dopo il referendum quando ho richiesto agli alleati di non disperdere quella grande mobilitazione popolare, il protagonismo delle nuove generazioni della società civile che si era mossa per il referendum per coinvolgere quegli elettori che sono stati 15 milioni a votare come noi, ma 5 milioni non avevano votato noi solo due anni prima alle elezioni europee”, spiega.

Continua la dem: “Come ho sempre detto, se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico” ossia che il candidato premier è il leader del partito più grande, “noi siamo disponibili e pronti anche alla primarie e se le faremo, le vinceremo insieme”.

“Le vinceremo insieme avendo poi grande cura i rappresentare tutti e quelle diverse sensibilità, che è normale che ci siano tra forze politiche sono alleate. Non abbiamo paura del voto e non abbiamo paura della democrazia e candidiamo un’intera classe dirigente che ha competenze e passione che ha sete di cambiare le cose che sa come fare. Ora sono a chiedervi il mandato di portare al programma dell’alleanza in quella discussione le proposte del Partito Democratico”.

“Ora dobbiamo affinare il programma comune affinché sia un patto vincolante per tutte e per tutti, un patto che facciamo anzitutto con il paese con gli italiani”, aggiunge. “Non partiamo da zero, partiamo dalle tante proposte sostenute insieme in questi anni, sul lavoro e sulla politica industriale, sulla sanità e sulla scuola, sulla sicurezza e sui diritti”, dice.

“Sulla politica estera è più quello che ci ha visto uniti di ciò che ci divide e su cui discuteremo e sono sicura che troveremo una sintesi alta. Certo che ci sono punti di vista differenti e dirimenti, ma se non fosse cosi saremmo un solo partito”, assicura Schlein parlando di Ucraina.

“Hanno paura di perdere perché la novità siamo noi, c’è una alleanza compatta che può battere la destra. E’ una legge sbagliata contro cui continueremo a lottare”, dice poi sulla legge elettorale.

“L’unica priorità di Giorgia Meloni è la legge elettorale. La maggioranza cerca di costruirsi regole su misura a colpi di fiducia. Proprio lei che diceva che la legge elettorale era materia parlamentare oggi chiede la fiducia, che non c’è se è vero che c’erano 5 colonnelli in piedi per vedere dove si posava il dito”.

“E’ notizia proprio di ieri che l’inflazione è arrivata al 4,2% e si sta letteralmente mangiando i salari degli italiani. Ecco, siccome Giorgia Meloni recentemente mi ha chiesto di dirle una cosa vera, io gliene sto dicendo 10 coi numeri alla mano perché i numeri sono testardi e non sono di sinistra”, attacca poi Elly Schlein.

“Dicevate che avreste abbassato le tasse siamo al record di pressione fiscale degli ultimi 12 anni -aggiunge- . Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d’Europa e il costo dell’energia all’ingrosso più caro d’Europa provate a negare questo. Quasi 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta quasi una persona su 10, quindi più di una persona su 10, quindi vuol dire che tra loro ci sono cure 1.300.000 bambini e ragazzi, quasi 6 milioni di italiani rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono troppo lungo o perché non se lo possono permettere”.

“Nel 2025 sono nati 355.000 bambini è il numero più basso dal dopoguerra così si ritrova questa Italia dopo quattro anni di governo sulla natalità la destra ha fatto molta retorica e pochissime politiche eppure i dati sono chiari non è la mancanza di valori a frenare le nascite è la precarietà del lavoro che colpisce soprattutto le donne i giovani soprattutto al sud di questo paese i redditi troppo bassi, le difficoltà ad accedere a una casa, la carenza di servizi di asili nido, la penalizzazione delle madri sul lavoro. Ecco quando la stabilità si trasforma in immobilismo vuol dire che i nodi vengono al pettine questi sono i nodi. Più tasse più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita questa è l’eredità che lasciano”, dice la leader dem.

“Prendete atto che avete fallito e andate a casa, prima si vota e meglio è per l’Italia”, dice poi Schlein rivolgendosi a Giorgia Meloni.

“Se la stabilità è immobilismo non si fa il bene del Paese. Si può a stare a lungo a Palazzo Chigi mentre il Paese resta fermo, quello che ha fatto Meloni”, dice ancora, continuando: “Pensate a che occasione storica ha sprecato Giorgia Meloni. Con quei numeri, con quella maggioranza poteva cambiare tutto fare riforme coraggiose e sono riusciti a non fare nulla che cambiasse in meglio la vita degli italiani”.

“La propaganda e il vittimismo non possono cancellare il bilancio di questa permanenza della destra da guida del paese. un fallimento evidente che discende anzitutto dall’arroganza, la dissipienza di una classe dirigente prepotente tenuta insieme non da una visione per l’Italia, ma da un patto di potere”, dice.

“Siamo a un passaggio decisivo per il nostro partito, la nostra comunità e per tutto il centrosinistra. Abbiamo davanti mesi che decideranno il futuro dell’Italia e dell’Europa e dobbiamo affrontarlo con senso di responsabilità, serietà e con quella unità che è stata la nostra più grande forza”, ha poi detto rivolgendosi ai dem.

“Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un governo progressista – continua Schlein -, non è una novità è la storia di questo paese. Che ci sia chi non può tollerare proprio l’idea di una persona di sinistra Palazzo Chigi, non è una sorpresa, la sorpresa saremo noi stavolta. Perché c’è qualcuno che ti fa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese e allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese”.

“Ecco, mi dispiace deludervi, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri lettori è chiaro noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista che vi piaccia o non vi piaccia. C’è chi non si rassegna all’idea che questo partito è un partito autonomo che risponde solo ai suoi scritti e ai suoi elettori. C’è chi vorrebbe condizionarci e darci la linea da fuori, c’è chi vorrebbe scegliere per noi, cercano di entrarci in casa ogni giorno per dividerci e per fare i comodi loro. Ecco: troveranno questa porta chiusa e troveranno la nostra comunità sempre più coesa”.

“Questa è la strada gusta e la conferma è la paura che stiamo suscitando in chi detiene potere e privilegi e che non vuole siano messi in discussione. E’ per questo – dice – che ci attaccano e ci attaccheranno sempre di più, si intensificheranno fino alle elezioni, dobbiamo saperlo”.

“Vorrei togliermi qualche sassolino dalla scarpa”, aggiunge nella parte conclusiva del suo intervento alla Direzione del Pd. La segretaria fa un lungo elenco dei risultati raggiunti sotto la sua guida, dalle vittorie elettorali al bilancio risanato fino al “record storico” del 2xmille: “In questi anni avevano scommesso che ci saremmo scissi e invece siamo più uniti che mai, che non sarei durata 6 mesi e invece per la prima volta una segretaria arriva a fine mandato, per questo ci dovremo vedere il 18 in Assemblea, penso sia una buona notizia. Avevano scommesso che litigi e divisioni ci avrebbero impedito di costruire una alternativa e invece il Pd la guida. Abbiamo fatto tutto questo insieme ma non basta, manca l’ultimo miglio, il più importante, andare insieme e uniti fino alla vittoria. Non ci hanno fermato fino a qui e non lo faranno adesso”, le parole della leader dem.

“Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani”. Così la premier Giorgia Meloni, sui social, dopo l’intervento in direzione della leader dem. “P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità”, aggiunge.


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