Giallo di Pietracatella, il cerchio si stringe: spunta un possibile movente | isNews
Continuano le indagini sulla morte della 15enne Sara Di Vita e della sua mamma Antonella, decedute lo scorso dicembre per avvelenamento da ricina
PIETRACATELLA. Giallo di Pietracatella: gli inquirenti sarebbero arrivati a un possibile movente per l’avvelenamento da ricina che ha ucciso Antonella Di Ielsi e la figlia 15enne Sara Di Vita lo scorso dicembre.
A confermarlo a La Repubblica, sono fonti qualificate, che parlano di una pista che restringe sempre di più il cerchio all’ambito familiare e a un gruppo limitato di sospetti. Secondo gli inquirenti, la ricina sarebbe stata ottenuta artigianalmente dai semi di ricino, una pianta presente anche nel basso Molise.
Al centro degli accertamenti ci sono contraddizioni, omissioni e ricostruzioni poco convincenti emerse durante gli interrogatori. Sono oltre cento i testimoni sentiti in questi mesi per cercare di chiarire cosa sia accaduto davvero nei giorni di Natale.
E una possibile svolta potrebbe arrivare ora dall’analisi dei cellulari e dei router wifi sequestrati nella casa di Pietracatella: chat, ricerche online e accessi alla rete potrebbero rivelare dettagli decisivi su chi fosse presente nell’abitazione.
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