Piemonte

George Clooney contro Trump: “Minacciare di porre fine a una civiltà è un crimine di guerra”

CUNEO – «Gli Stati Uniti hanno notoriamente commesso degli errori stupidi nel corso dei secoli, ma hanno fatto anche molte cose straordinarie. Ora sono molto preoccupato. In questa sala ci saranno anche persone che sostengono Donald Trump e va bene, ma quando qualcuno dice di voler mettere fine a una civiltà questo è un crimine di guerra. Punto».

È la frase più forte pronunciata da George Clooney davanti a tremila persone, in gran parte giovani, arrivate al palazzetto dello sport di Cuneo per assistere al format “Dialoghi sul Talento”, promosso da Fondazione Crc. «Si può comunque sostenere il punto di vista dei conservatori, ma ci deve essere un confine alla decenza, e noi non dobbiamo attraversarlo» ha aggiunto il divo di Hollywood dal palco allestito sopra il parquet dove il Cuneo Volley gioca le partite casalinghe.

L’attore e regista, vincitore di due premi Oscar, ha risposto alle domande degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori del Cuneese e ha parlato a tutto campo del suo impegno umanitario con la Clooney for Justice Foundation, l’ente fondato insieme con la moglie Amal Alamuddin, avvocata specializzata nella difesa dei diritti umani.

Clooney è arrivato al palazzetto dello sport intorno alle dieci, senza scorta, guidando la sua auto decappottabile. Martedì sera era già stato avvistato in centro, in via Roma, mentre prendeva l’aperitivo. “Ero già stato a Cuneo prima – racconta – ci venivo in moto, ma da quando sono nati i miei figli mia moglie non me la lascia più usare”. In effetti Clooney da qualche tempo ha deciso di vivere con la famiglia nel sud della Francia, ottenendo anche la cittadinanza francese, per sfuggire alla pressione mediatica, ed è plausibile che abbia passato le Alpi più di una volta, magari per una gita in Piemonte o in Liguria.

“Non bisogna avere paura del cambiamento – ha tenuto subito a precisare – anche se non è facile cambiare paese, imparare una lingua alla mia età” ha detto ai giovani sottolineando l’importanza del fallimento: “È importante provarci sempre e non avere rimpianti”.

Il protagonista di “Ocean’s Eleven”, “Batman & Robin”, “Gravity” e tanti altri film ha parlato molto del suo impegno in difesa della libertà di stampa e delle azioni messe in campo dalla sua fondazione per un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale: «L’AI è una tecnologia meravigliosa, ma c’è anche tanta robaccia. Per esempio è stato diffuso un video di me e Obama che nello Studio Ovale esaltiamo Hitler. Il nostro focus come fondazione è dare strumenti ai tribunali per riconoscere le prove falsificate, non solo le fake news».

Clooney racconta anche di avere avuto un incontro con Satya Nadella, presidente di Microsoft, la settimana scorsa: «La nostra priorità è capire come fare a proteggere soprattutto i giornalisti e le donne. La cosa fatta con la fondazione di cui vado più orgoglioso? Siamo riusciti a liberare dal carcere più di 100 giornalisti in 40 paesi. Non si può avere una democrazia senza chi racconta la verità».

Il gancio per un’altra domanda sul rapporto di Trump con la stampa è servito: «Non è un rapporto elegante, diciamo – chiosa – Dobbiamo cercare di evitare che i nostri network debbano pagare multe perché non sono dalla parte del presidente. Bisogna far fronte a quello che sta succedendo oggi: se ci sono buoni reporter ce la facciamo».

Clooney si è detto poi molto preoccupato per la volontà di smantellare la Nato: «Questo non è un grande momento per la storia americana». La star, tra le più schierate a Hollywood, ne ha anche per il Partito democratico Usa: «È stato un brutto colpo quando non ci è stato permesso di fare le primarie per scegliere un candidato” in riferimento alla designazione di Kamala Harris dopo il ritiro alla corsa della presidenza di Joe Biden.

E a chi gli ha chiesto conto di avere dichiarato che lo stesso Biden doveva ritirarsi ha risposto: «Sapevamo cosa stavamo facendo e che avremmo perso con uno scarto enorme, eravamo con le spalle al muro. Io ho scritto un editoriale, ho detto che avremmo dovuto fare delle primarie, ma non le abbiamo fatte. È stato un peccato».

Rispondendo alle domande del pubblico, il premio Oscar è poi passato a parlare di cinema, diritti, caso Weinstein. Lo ha fatto quando gli è stato chiesto se fosse stato testimone di diritti non rispettati nel mondo del cinema: “Sì, mi è capitato quando ero giovane, all’inizio della mia carriera. I registi e i produttori erano gentaglia, ti urlavano contro, non trattavano bene gli attori. Le attrici, poi, venivano trattate ancora peggio”.

“Non credo sia più possibile comportarsi così – ha aggiunto Clooney – e secondo me questo è positivo. Abbiamo appena visto tutto quello che è successo con il caso Weinstein: è migliorato il modo in cui le persone sono trattate sul set, io ho fiducia nella prossima generazione. Noi abbiamo fatto i nostri errori, speriamo si possa migliorare ancora“.


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