Marche

Gambiano picchia gli agenti a Pesaro e negozianti a Cattolica ma ha un permesso di protezione speciale. Il caso finisce in Tv


PESARO Aveva aggredito durante un controllo 4 agenti, mandandoli al pronto soccorso con 77 giorni di prognosi complessiva (due poliziotti erano stati refertati con un mese ciascuno). L’assalitore, un giovane gambiano con problemi di tossicodipendenza e disturbi psichiatrici, era stato poi bloccato ma poi era tornato libero. Così qualche giorno dopo ci ha riprovato, anche se ha cambiato territorio: Cattolica invece di Pesaro. Ma il risultato non è stato granchè diverso. A Cattolica l’immigrato, senza motivo apparente, ha dato in escandescenze prendendo a calci portoni e vetrine dei negozi e avendo poi una colluttazione con un esercente e i carabinieri che cercavano di fermarlo.

Il servizio andato in onda a Fuori dal Coro

 

Cos’è accaduto

Arrestato, ha patteggiato ed è stato rimesso in libertà. Un copione che si è dunque ripetuto facendolo diventare un caso di portata nazionale. Il tema è quello degli strumenti di legge per intervenire perché quando si entra nella sfera psichiatrica, è complesso applicare misure cautelari. Domenica sera la notizia è stata ripresa dal programma di Rete 4 “Fuori dal Coro” che ha avuto come ospite il sindacalista del Siulp e consigliere comunale Marco Lanzi. Per Lanzi si tratta di una «vicenda incredibile. Come spesso accade, gli aggressori non trascorrono neppure un giorno in carcere, aumentando la percezione di impunità. Servono leggi certe e strutture che possano prendere in carico soggetti come questo». Facciamo ordine e riavvolgiamo il nastro a govedì 2 aprile quando il 24enne fermato per un normale controllo è diventato una furia.

Arrestato per resistenza e lesioni è finito prima in Questura e poi in pronto soccorso dove è rimasto ricoverato fino al giorno successivo. Era alterato in quanto tossicodipendente, ma soffre anche di disturbi psichiatrici. L’arresto è stato convalidato, ma non sono state applicate misure cautelari. E senza certificati medici specifici, non c’è stata alcuna presa in carico da parte dell’autorità sanitaria. Il 6 aprile, appena tre giorni dopo i fatti di Pesaro, il 24enne si è spostato a Cattolica, dove ha tirato sassi alle vetrine e ri

L’arresto e il patteggiamento

filato calci alla porta di una tabaccheria. Il titolare è uscito ed è nata una colluttazione dove è rimasto contuso. Arrestato dai carabinieri il gambiano ha tentato di aggredire i militari e anche di estrarre la pistola d’ordinanza dalla fondina. Finito davanti al giudice per il rito direttissimo ha patteggiato sei mesi in tribunale a Rimini e ancora una volta è stato rimesso in libertà. Il magistrato ha sospeso la pena in attesa di una perizia psichiatrica. Il sindacato Fsp ha chiesto «tutele verso i poliziotti e interventi normativi per la certezza della pena». Pierpaolo Frega del Silp Cgil ha sottolineato: «Le forze dell’ordine si trovano a dover gestire un problema sanitario, sperando solo che la magistratura mandi in carcere il soggetto che di fatto è incompatibile con la detenzione. Quindi anche la magistratura stessa si trova impotente a risolvere il problema». Il problema è che gli strumenti per fermarlo sono un rompicapo. Alle spalle il 24enne ha più Daspo e fogli di via, ha processi per resistenza e spaccio, collezionando una decina di segnalazioni per resistenza, ma non è mai stato possibile espellerlo dall’Italia. Il gambiano gode di un permesso di soggiorno di protezione speciale che scade a giugno ma si punta a un rigetto del rinnovo così potrà essere rintracciato e inviato ad un Cpr, Centro di permanenza rimpatri per avviare l’espulsione.




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