Galliera, sul futuro dell’ospedale Bucci contro Salis. Poi la stoccata a Tasca: “L’arcivescovo faccia l’arcivescovo”

Genova. All’indomani della votazione in consiglio regionale della legge sull’equiparazione degli stipendi del personale sanitario in Liguria la polemica sul Galliera, se possibile, si infiamma ancora di più. L’oggetto della discussione è la condizione posta dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci e per cui l’ospedale Galliera potrebbe diventare una struttura privata accreditata se non si concretizzasse il percorso di integrazione in Aom, l’azienda ospedaliera metropolitana di Genova.
Condizione che è stata vissuta come un aut aut irricevibile non solo dai sindacati della Funzione pubblica e dai partiti di centrosinistra, che infatti hanno votato no alla legge, ma che è stata criticata, a mezzo stampa, anche dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca che, per statuto, è il presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale Galliera.
E così se ieri sera il governatore aveva attaccato la sindaca di Genova Silvia Salis – “si informi prima di parlare di temi così delicati” – replicando a un comunicato in cui la prima cittadina dichiarava: “L’esclusione dell’ospedale Galliera dal riparto dell’incremento dei fondi regionali è una scelta incomprensibile sotto il profilo gestionale e punitiva per la città di Genova, oggi Bucci ha lanciato una frecciata allo stesso monsignore. “L’arcivescovo faccia l’arcivescovo”, ha detto.
L’occasione è stata un evento organizzato dalla Uil ai Giardini Luzzati per parlare di una campagna nazionale del sindacato (era presente anche il segretario nazionale Pierpaolo Bombardieri). Bucci e Salis si sono trovati uno a fianco all’altro e sono stati interpellati sulla questione Galliera. La sindaca, riportando le parole di Tasca per avvalorare le proprie ha detto: “Eppure non credo che lui faccia politica, ma ha espresso le nostre stesse preoccupazioni, non mi pare una strumentalizzazione politica, la sua, che ha chiesto di garantire autonomia e pari trattamento per il personale”.
La replica di Bucci è stata: “Ma il problema è che non conosce le regole, quello che dice lui non si può fare, penso che l’arcivescovo debba fare l’arcivescovo e il presidente debba fare il presidente”.
Salis ha ricordato che Tasca è il presidente del Galliera. E Bucci ha insistito: “Ma allora dovrebbe conoscere le regole, così come le dovrebbe conoscere il sindaco, lo Stato non consente di fare quello che lui dice, se no il Galliera lo avrebbe già fatto cinque anni fa, perché non l’ha fatto? Se non si fa quello che ho suggerito io per arrivare all’obiettivo, allora ditemi per quale motivo gli infermieri, i medici e gli operatori del Galliera prendono meno degli altri ospedali, oggi è così, e sfido chiunque a trovare un’alternativa”.
Sulla vicenda, oltre alla Cisl Funzione Pubblica, anche il sindacato Fp Cgil: “La vicenda è qualcosa di indecente – afferma Luca Infantino, segretario generale della Fp Cgil di Genova per descrivere la situazione di stallo che vede contrapporsi il presidente della Regione Liguria e il consiglio di amministrazione dell’ente – il prendere o lasciare del presidente non è accettabile. Non si può gestire la sanità pubblica in questo modo, un ospedale non può essere trattato alla stregua di una attività produttiva, svalutandone anche le professionalità”.
La risposta del sindacato è lo sciopero che insieme alla Uil Fp è stato proclamato per il prossimo 4 dicembre a sostegno di tutta la sanità pubblica “e al quale chiediamo ai cittadini di partecipare per esprimere il proprio dissenso contro una gestione da parte della giunta regionale che ha perso di vista l’obiettivo del diritto alla salute coniugato a quello di un lavoro dignitoso”, conclude Infantino.
Stefano Giordano, capogruppo del M5s in consiglio regionale, parla di “ricatto”: “Fa bene la Cgil a definirlo indecente, e noi aggiungiamo infame. Così come fa bene la Uil a definire inaccettabile che a pagare le conseguenze delle incertezze istituzionali siano i lavoratori”.
Il M5s sosterrà lo sciopero del 4 dicembre: “La sanità, soprattutto in una regione come la nostra tra le più anziane d’Europa con il fabbisogno sanitario tra i più complessi per svariati motivi, si governa garantendo risorse, servizi e diritti a medici, infermieri, Oss e cittadini, non mettendo i sanitari davanti a un aut aut. Ma chi l’ha stabilito che il modello imposto dalla destra è quello vincente? Si sono mai degnati di sedersi a un tavolo con i lavoratori e ascoltarli per davvero? Conosciamo la risposta”.
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