Fratelli d’Italia, Rocco Bordin candidato alla guida del partito provinciale

In attesa del congresso provinciale di Fratelli d’Italia, in programma il 31 luglio, prende forma una candidatura unitaria per la guida del partito. A sostenerla sono il responsabile dell’organizzazione del coordinamento uscente Rocco Bordin, il capogruppo di FdI in Consiglio comunale Matteo Cavatton e il consigliere provinciale Luigi Sabatino, che indicano proprio Bordin, già assessore e consigliere comunale, oltre che presidente dell’Esu, come futuro coordinatore provinciale.
L’obiettivo è aprire una nuova fase fondata sul confronto, sul rinnovamento della classe dirigente e sulla costruzione di un progetto politico capace di preparare il partito alle prossime sfide amministrative e nazionali.
Le dichiarazioni
Matteo Cavatton evidenzia come le elezioni comunali della prossima primavera rappresentino un passaggio decisivo: «Padova sarà un banco di prova fondamentale. Non possiamo affrontarlo con gli stessi schemi e gli stessi riferimenti politici di sempre. Serve un cambio di passo che parta dal rinnovamento della classe dirigente e dalla qualità della proposta politica. La discussione sul candidato sindaco è importante, ma non basta. Occorre costruire una squadra autorevole, composta da persone credibili e radicate nel territorio, capace di dialogare con categorie economiche, professioni e società civile. L’obiettivo è superare il risultato delle comunali del 2022, quando Fratelli d’Italia si fermò a poco più dell’8%. Il prossimo presidente provinciale dovrà guidare da subito questo percorso».
Per Luigi Sabatino il congresso deve essere l’occasione per riportare al centro il valore del merito e del radicamento territoriale: «Non può guidare il partito chi non ha mai condiviso il lavoro dei militanti, organizzato un gazebo o promosso iniziative sul territorio. Fratelli d’Italia è cresciuto grazie all’impegno di iscritti e amministratori: è da quell’esperienza che deve nascere la futura classe dirigente, non da logiche autoreferenziali. Il prossimo anno decine di Comuni saranno chiamati al voto e non possiamo ignorare gli errori del recente passato. La vicenda di Monselice deve rappresentare un monito: le decisioni calate dall’alto producono danni e allontanano il partito dal territorio. Per questo vogliamo un congresso che metta al centro idee, programmi e partecipazione, nello spirito unitario indicato dal presidente Giorgia Meloni».
Rocco Bordin, in qualità di candidato coordinatore provinciale, conclude indicando la propria visione: «Credo in un partito unito, ma l’unità nasce soltanto dal confronto e dalla condivisione delle scelte. Il congresso non può essere un semplice adempimento formale: deve diventare il luogo in cui si costruisce il futuro di Fratelli d’Italia nella nostra provincia. Se sarò chiamato a guidare il partito, lavorerò per coinvolgere iscritti, amministratori, ma non solo, voglio condividere il dialogo anche con le categorie economiche, associazioni e tutte le forze vive del territorio. Voglio un partito aperto e vivo, autorevole e radicato nei Comuni, capace di costruire consenso ed entusiasmo attraverso il dibattito sulla qualità delle sue proposte».
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