Liguria

Forum di partecipazione, comitati tornano all’attacco: “Interrotti senza spiegazioni, dopo le parole serve passare ai fatti”


Genova. La Rete Genovese dei comitati torna sulle barricate della partecipazione, dopo che, a seguito della richiesta di chiarimenti sulla supposta “sospensione” dei Forum di partecipazione avviati nei mesi scorsi dal Comune di Genova, e che oggi risulterebbero “congelati”. Una richiesta che non ha trovato al momento risposta, e per la quale i comitati sono tornati a far sentire la propria voce attraverso una lettera aperta.

Facciamo un passo indietro. Otto giorni fa, infatti, il Gruppo di Lavoro sulla Democrazia Partecipativa della Rete aveva formalmente indirizzato una prima richiesta alla sindaca, alla giunta comunale, all’assessorato competente e ai presidenti dei municipi per chiedere il ripristino dei forum. Nel documento, la Rete Genovese aveva evidenziato come tali strumenti fossero stati presentati come luoghi di confronto aperti e strutturati capaci di suscitare “aspettative concrete in merito alla possibilità di costruire processi di ascolto, di elaborazione di proposte, di co-progettazione e gestione condivisa delle criticità urbane e sociali”.

Secondo l’organizzazione, l’interruzione di queste attività “in assenza di una comunicazione chiara circa motivazioni, tempi e prospettive di riattivazione, rischia di compromettere la credibilità stessa delle politiche partecipative dell’Ente e di indebolire il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità locali”. Per la Rete, infatti, la partecipazione “non possa essere intesa come un’iniziativa episodica o meramente consultiva, ma debba costituire un metodo stabile di governo della città, coerente con i principi di trasparenza, inclusione, corresponsabilità e sussidiarietà”.

Nel testo si richiamava l’impegno già profuso dai comitati, i quali avevano già inviato proposte per organizzare Forum inclusivi, non solo in Centro Est, dove era partita la sperimentazinon, ma anche in altri territorio, come per esempio in Val Bisagno. Di fronte alla mancata risposta sul tema, il coordinamento aveva formulato sei richieste puntuali: “ripristinare con urgenza i Forum di partecipazione”, “comunicare pubblicamente le ragioni dell’interruzione e il cronoprogramma della ripresa”, “definire un regolamento chiaro, trasparente e accessibile”, “assicurare la presenza effettiva degli assessori competenti e dei referenti tecnici”, “prevedere un sistema di monitoraggio e restituzione pubblica degli esiti” e “coinvolgere in modo strutturato i cittadini sulle tematiche prioritarie”. La nota si concludeva fissando un termine di sette giorni prima di valutare “ulteriori iniziative pubbliche, istituzionali e partecipative a tutela del diritto dei cittadini ad essere ascoltati e coinvolti”.

A questa missiva, fanno sapere i comitati, non è arrivato nessun riscontro “né formale, né interlocutorio” nei tempi richiesti. Per questo oggi è arrivata una seconda lettera aperta, in forma allegorica, intitolata “La storia dei Forum perduti”. Il “racconto” descrive l’arrivo dell’amministrazione con “parole lucenti: ascolto, partecipazione, confronto, cammini da costruire insieme” e la successiva fase in cui l’esponente istituzionale parlava dei “Forum civici come di ponti da costruire tra le persone”. Il testo descrive poi la repentina interruzione delle attività come “senza preavviso, il silenzio” e “un silenzio fitto, come neve caduta in piena estate“.

Il secondo documento ricorda quindi il passaggio della prima richiesta formale “chiedendo chiarimenti entro sette giorni” e annota che, trascorsi i sette giorni, “nessuna risposta arrivò”. Da qui la decisione della Rete di esprimersi pubblicamente per “raccontare ciò che era accaduto, ricordare le promesse, chiedere che non restassero sospese come lanterne senza fiamma“. La nota chiarisce che la presa di posizione avviene “non per sfiducia, ma per dignità” e “non per polemica, ma per amore della partecipazione che era stata promessa”. Gli esponenti della Rete Genovese concludono, ironicamente, spiegando che “oggi, moderatamente fiduciosi, attendono che i prodi condottieri rompano il silenzio e indichino finalmente la via, i tempi e il cammino per giungere ai Forum”, ribadendo che “un popolo che crede nella partecipazione non chiede miracoli, chiede solo che le parole diventino passi, e che i passi conducano davvero verso la meta annunciata”.




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