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Formazione ATA, il M5S appoggia la richiesta di ANP: “Burocrazia cieca e corsi sovrapposti, così si spreca il PNRR”

La fase di formazione del personale ATA finanziata con le ingenti risorse del PNRR, rischia di trasformarsi in un nuovo capitolo di polemiche per il mondo della scuola.

A lanciare l’allarme, facendo proprie le istanze dell’ANP è la senatrice del Movimento 5 Stelle, Vincenza Aloisio, che ha puntato il dito contro le scelte organizzative del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

In una nota diffusa nella giornata di oggi, la parlamentare pentastellata ha definito “totalmente incapace” la pianificazione ministeriale, denunciando un vero e proprio “cortocircuito organizzativo” che rischia di vanificare gli sforzi economici previsti dai programmi nazionali e dal PNRR. Secondo Aloisio, il nodo critico è rappresentato dalla sovrapposizione di più percorsi formativi destinati alla medesima platea di lavoratori, concentrati nello stesso ristretto arco temporale. Una situazione che, nelle parole della senatrice, si traduce in un paradosso: “Impedire nei fatti la partecipazione del personale ATA, già stremato dai carichi di lavoro e da organici ridotti all’osso”.

“L’allarme e le proposte avanzate oggi dall’ANP rappresentano un bagno di realtà che il Governo non può far finta di non vedere”, ha tuonato Aloisio. “Non basta sbandierare le risorse del PNRR o dei programmi nazionali se poi le nostre scuole vengono lasciate sole a gestire il caos. Concentrare e sovrapporre più corsi destinati alla stessa platea significa un’unica cosa: disperdere finanziamenti preziosissimi senza generare alcun reale accrescimento professionale”.

La senatrice ha sposato integralmente le tre richieste di “buonsenso” avanzate dall’ANP al Ministro per evitare il fallimento dell’operazione. In primis, la necessità di garantire una reale flessibilità alle scuole polo nella programmazione e riprogrammazione dei corsi, fino alla scadenza dei progetti. In secondo luogo, la richiesta di snellire drasticamente le procedure di rimodulazione per adattare l’offerta formativa alle effettive esigenze del personale. Infine, viene sollecitata l’estensione della possibilità di partecipazione anche al personale che entrerà in servizio solo in itinere, ovvero durante l’attuazione degli interventi, per evitare che eventuali nuove assunzioni restino escluse dalla formazione.

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