Fine vita, raccolte le firme per arrivare a una legge regionale in Piemonte
“Alan mi implorava di aiutarlo ad andarsene: una settimana dopo avevamo l’appuntamento in Svizzera e sarebbe stato terribile doverci andare nelle condizioni in cui era. Per fortuna la situazione si è sbloccata in tempo”. Gino Afanetti è il papà di Alan, la prima persona in Piemonte che lo scorso 6 febbraio è riuscita a ottenere di morire attraverso suicidio medicalmente assistito.
“Mio figlio era malato, voleva andarsene ma è stato complicato. Serve una legge sul fine vita”

Aveva 49 anni “e una malattia degenerativa che lo ha portato in pochi anni prima ad abbandonare il lavoro, poi a non camminare e a non parlare quasi più”, racconta Gino. C’è soprattutto la sua testimonianza, davanti al Consiglio regionale, a rafforzare la consegna della raccolta firme per avere una legge sul fine vita. A depositare plichi e scatoloni con la proposta di legge e le sottoscrizioni, il comitato guidato dall’Associazione Luca Coscioni con il leader Marco Cappato e la cellula torinese rappresentata da Davide Di Mauro.


“Ne bastavano 8mila di firme, ne abbiamo raccolte 16mila. Sono firme che dicono che è il momento della responsabilità, dei consiglieri e di nessun altro”, sottolinea Cappato appellandosi ai partiti di maggioranza e opposizione. Rispetto a tre anni fa, quando la proposta fu bocciata senza neppure essere discussa, oggi quattro regioni si sono dotate di una norma, l’ultima delle quali è il Veneto, governato dalla destra.


Davanti a Palazzo Lascaris ci sono rappresentanti di tutto il centrosinistra, Pd, Avs, 5 stelle, Italia Viva ma si vedono anche esponenti del centrodestra, Forza Italia e Lista Cirio. Ma in maggioranza a esporsi e a prendere parola al megafono è il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca. “Il tema riguarda tutti. Siamo consapevoli che ogni persona debba essere libera di vivere e di morire: supportiamo questa legge non solo per le firme raccolte ma soprattutto per tutte le persone che non sono in grado di firmare.
Monica Canalis (Pd): “Da cattolica sul fine vita in Piemonte potrei firmare il testo del Veneto”
di Andrea Gatta


Depositeremo gli emendamenti che sono già stati approvati dal consiglio regionale del Veneto e a quel punto ognuno si assumerà la propria responsabilità nello schiacciare il bottone”. Tutto il materiale ora è stato consegnato agli uffici del Consiglio per le verifiche del caso. Nei prossimi mesi partirà l’iter in commissione e poi in aula per la discussione del testo.
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