Scienza e tecnologia

Xiaomi MiMo-V2.6 Pro: AI open source che sfida Claude e GPT-5

Quando pensiamo a Xiaomi, vengono in mente smartphone, tablet e qualche elettrodomestico smart. Forse, se siamo aggiornati, anche le auto elettriche. Difficile però associare il brand cinese ai modelli AI di frontiera, quelli che competono con Claude, ChatGPT e Gemini. Eppure è esattamente quello che sta succedendo.

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L’azienda ha appena rilasciato MiMo-V2.6 Pro, la versione più capace della sua famiglia di modelli AI, insieme ad una variante più leggera chiamata MiMo-V2.6 Flash, pensata per risposte rapide e costi ridotti. Entrambi sono open source e disponibili su HuggingFace, OpenRouter e tramite API.

La cosa che colpisce di più non è tanto che Xiaomi abbia un modello AI, quanto cosa riesce a fare. MiMo-V2.6 Pro è definito “omnimodale”, in quanto capisce e genera testo, immagini e video, scrive codice, e soprattutto è in grado di ragionare nello spazio 3D. Xiaomi lo dimostra con una funzione chiamata “Vibe World”: partendo da una semplice foto, un video o una descrizione testuale, il modello costruisce ambienti 3D interattivi, inclusi giochi completi.

Desiderate un clone di Assassin’s Creed? Bastano pochi minuti, un po’ come succede con Google Genie.

Il modello di Xiaomi può anche generare asset per Blender o controllare un braccio robotico industriale tramite feed multi-camera, o ancora generare musica, il tutto partendo da un prompt testuale o visivo.

Per quanto riguarda i benchmark, Xiaomi dichiara che MiMo-V2.6 Pro è il modello open source più performante sull’Artificial Analysis Intelligence Index, posizionandosi davanti a Qwen3.8 Max e appena sotto a Claude Opus 5, GPT-5.6 Sol e Meta Muse Spark, che però vengono testati con il massimo sforzo computazionale.

Oltre ai modelli, Xiaomi ha reso disponibili anche oltre 7.000 ambienti di reinforcement learning e l’intero framework RL end-to-end, un contributo non da poco per la comunità di ricerca. Sul lato pratico, sono disponibili anche app desktop per Windows e macOS.

Insomma, Xiaomi sta costruendo una presenza nell’AI che va ben oltre gli smartphone, in un territorio finora occupato quasi esclusivamente dai grandi nomi come OpenAI, Anthropic e Google.

Che rimanga solo un esperimento o diventi qualcosa di più strutturato, dipenderà da quanto la comunità raccoglierà il testimone.


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