Figli nel mondo – BarlettaLive.it
Una volta si diceva, o forse si dice ancora oggi, “mettere al mondo” quando si generava un figlio. Oggi sembra quasi una profezia. È diffuso il flusso dei nostri figli che ormai non migrano più verso le città del Nord (fenomeno migratorio caratteristico degli anni ’70, verso la Fiat a Torino o verso il miraggio industriale di Milano), ma oggi i nostri figli varcano i confini dell’Italia. Sembra che le statistiche recitino numeri importanti. Ma non ne voglio fare dissertazione statistica, bensì una riflessione psicologica.
Vanno via da noi, si allontanano dalle radici, ricompongono una traiettoria che spesso non auspichiamo. Vanno via per trovare lavoro o una diversa qualità della vita? Recidono un legame anche con la famiglia che deve ristrutturare il proprio mondo per provare ad avvicinarsi a loro. Di fatto, come dare torto ad una traiettoria che li porta in società più ordinate, con maggiori servizi per le persone, magari con minori dinamiche delinquenziali e simil mafiose, diffuse anche nei giovanissimi ai primi anni di scuola.
Questa tendenza sta, di fatto, dando un volto diverso alla nostra percezione di famiglia e di legami. Legami più fragili? Cito un discorso di commiato con i laureandi al Politecnico di Torino: “siete cartoline spedite nel mondo, che arriveranno in luoghi diversi e in tempi diversi!”
Tra le cartoline c’è anche mia figlia Carlotta. Il contenuto dinamico, centrifugo, ormai caratterizza le nostre relazioni. Spesso non si tratta neanche di cartoline, ma di brevi telegrammi. E sì, il fuggire, l’allontanarsi diventa più semplice che rimanere. Bisogna sicuramente premiare l’esperienza, il viaggio è conoscenza, ma abbiamo perso purtroppo l’abitudine di scendere le scale nei sotterranei della nostra anima.
Rifuggiamo dalla malinconia e dal dolore, cercando luoghi alternativi dove si è felici, ma in questo modo viviamo come un tradimento la vita, perché la vita ha più stati, non solo quelli felici. Spesso, poi, si tratta di una felicità tanto attesa, ma quando arriva… fa paura!
Note biografiche sull’autore
Il dott. Saverio Costantino è uno psicoterapeuta familiare e psicologo della riabilitazione psichiatrica. I suoi numerosi contributi alla letteratura psicologico-psichiatrica sono presenti in varie riviste di settore e non.
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