Piemonte

25 aprile di polemica, bruciate bandiere Nato e contestazione al sindaco Lo Russo [FOTO e VIDEO] – Torino Oggi


Un 25 aprile di polemiche: la guerra, le tensioni geopolitiche, Askatasuna. I primi a muoversi, in questa vigilia della Liberazione, sono proprio gli studenti, che già dalle 17.30 iniziano a protestare di fronte al Comune. Messaggi rivolti soprattutto al sindaco della Città, Stefano Lo Russo, raffigurato con un elmetto e sporcato di vernice rossa: “Torino città della guerra” e “Via Leonardo da Torino“.

In piazza Arbarello, luogo di ritrovo della manifestazione ufficiale di Anpi e Comune, i primi ad arrivare sono gli antagonisti che chiuderanno il corteo, Askatasuna su tutti. E infatti, visto il periodo caldo, il dispiegamento delle forze dell’ordine è notevole, a maggior ragione dopo gli scontri dello scorso anno in piazza Castello

Non ci sono però i Radicali Europei e l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, come annunciato, che il 24 aprile di un anno fa erano stati protagonisti di tafferugli con Anpi e il servizio d’ordine della manifestazione. Assente anche la comunità ebraica, per la concomitanza con l’inizio dello Shabbat.

Alle 19.30 si unisce un altro pezzo dello spezzone sociale: sono i comitati di Vanchiglia e collettivi studenteschi, che si uniscono alla coda del corteo, mentre in testa si iniziano a radunare sindacati, Anpi e istituzioni. Per la regione Piemonte presente l’assessore, Andrea Tronzano.

Lo Russo: “Un anno importante”

Poco prima della partenza ecco il sindaco Lo Russo, con il fazzoletto tricolore al collo come altri membri del Pd. “Siamo qui in tanti a celebrare il 25 aprile in un anno importante: celebriamo anche gli 80 anni della Repubblica – ha commentato Lo Russo -, fondata su una Costituzione che trova proprio nella Resistenza i suoi valori fondamentali e che va continuamente difesa“.

Stoccata, forse, al decreto sicurezza approvato proprio questa mattina alle Camera mentre l’opposizione cantava Bella Ciao. “Va difesa dagli assalti che periodicamente avvengono alle libertà costituzionali – ha proseguito -, alla libertà di poter esprimere il nostro pensiero e di poter agire nella società. Sono libertà che sono state realizzate attraverso il sacrificio di ragazze e ragazzi che hanno dato la loro vita contro il nazifascismo per rendere possibile tutto questo“.

In fiamme bandiere Nato

Dopo i discorsi istituzionali, il palco in piazza Castello è stato liberato velocemente verso le ore 21 e occupato dalle bandiere con falce e martello e dallo striscione “Partigiani della Pace”. Rispetto a un anno fa, nessuno scontro: la polizia ha formato un cordone solo per qualche minuto, per permettere di liberare l’area di fronte al palco, e poi ha rotto le fila lasciando l’ingresso alla seconda parte della manifestazione. Lì, sono state bruciate bandiere della NATO e dell’Unione Europea.

Aska contro il Pd

È poi la volta di Askatasuna, che ha esposto l’ormai consueto striscione coi disegni di Zerocalcare  e la scritta “Torino è partigiana”. Nel mirino Nato, il PD che “sostiene il sionismo” e, ovviamente, lo sgombero di corso Regina 47 e la militarizzazione di Vanchiglia. Alcuni manifestanti sono saliti sull’impalcatura di Palazzo Madama, accendendo fumogeni rossi e affiggendo una bandiera della Palestina. I fumogeni hanno dato fuoco al telone di copertura, facendo tenere il fiato sospeso alla piazza per qualche minuto. Gli stessi che hanno causato il piccolo incendio sono poi riusciti a spegnerlo, scendendo dall’impalcatura.




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