Festival della Valle del Tempo, la terza edizione si chiude con 6.500 presenze in dieci giornate

Recco. Con 6.500 presenze in 10 giornate, 39 appuntamenti e 46 ospiti, il Festival della Valle del Tempo si è chiuso all’insegna del successo. La prima edizione comprensoriale di una rassegna che si svolge da tre anni, ha quasi raddoppiato i numeri di un anno fa quando le presenze erano state 3.500. Il dato, secondo gli organizzatori, conferma prima di tutto il successo di un format culturale basato su un tema onnicomprensivo come quello del tempo, raccontato in tutte le sue declinazioni (cronologico e meteo), ma anche sulla scelta di allargare le iniziative a tutti e tre i Comuni della vallata in cui storicamente si sono svolte attività legate alla costruzione di orologi e campane: a Recco il marchio Terrile, ad Avegno quello dei Picasso e a Uscio a quello Trebino.
L’ultimo incontro, quello di lunedì pomeriggio su “Tempo e denaro”, con la partecipazione di due storici come Franco Cardini e Gabriella Airaldi, ha sottolineato l’andamento della rassegna: nella sala polivalente di Recco c’è stato il tutto esaurito, come ha sottolineato lo stesso sindaco recchese Carlo Gandolfo. Poi, come spiega Riccardo Grozio, direttore artistico del Festival Valle del Tempo, ci sono le ricadute economiche: “Quelle dirette che si richiamano al costo complessivo di circa 10mila euro sono state per il 60% sul territorio, dall’organizzazione alla logistica, alle tipografie e così via. Ma poi grazie all’afflusso di pubblico, abbiamo fatto lavorare anche gli esercizi pubblici della zona”.
Anche se non quantificabili, ci sono le conseguenze rispetto alle prossime edizioni: “A parte il fatto che abbiamo lanciato proprio a Uscio la creazione di una rete nazionale dei Musei del Tempo, pensiamo di poter organizzare altri eventi nel corso dell’anno. Non rinviamo l’attenzione all’anno prossimo e alla quarta edizione, che sarà ancora comprensoriale, ma appunto a tante occasioni che coglieremo al volo nei prossimi mesi”.
Per quanto riguarda i nomi, non c’è dubbio che la vallata del Recco, nota appunto come Valle del Tempo visto che qui nei secoli si sono forgiate campane e sui continuano a produrre orologi da torre, ha confermato il suo appeal confronti degli ospiti. E si tratta spesso di nomi conosciuti al grande pubblico.
Per citare qualche nome, sono stati in vallata grandi studiosi, saggisti e storici come Paolo Becchi, Franco Cardini, Gabriella Airaldi. Ci sarà padre Mauro Armanino che è un missionario e antropologo italiano della Sma, ma anche Evgenij Valentinovič Berzin, russo e campione della cronometro. E poi il docente svizzero Max Emgammare. E ancora Maurizio Maggiani, l’astronauta Franco Malerba, Marcello Veneziani considerato uno dei grandi filosofi del nostro tempo, Guido Tonelli fisico e divulgatore che è stato protagonista di una lectio magistralis in apertura di rassegna, Giorgio Getto Viarengo e tanti altri. Ci sono stati architetti e fotografi come ci sarà Gabriele Croppi, fotografo capace di trasformare le grandi metropoli contemporanee in luoghi silenziosi, enigmatici, quasi fuori dal tempo. Per il mondo dello spettacolo Giusy Ferreri ha presentato il suo libro “Le voci Interrotte” mentre il cantante degli anni Sessanta Michele ha parlato della “Colonna sonora delle generazioni”. Due le masterclass di scrittura creativa ad Avegno, al Museo delle Campane, con due docenti e studiose del calibro di Ester Armanino ed Emilia Marasco.




